69ma Berlinale, 7-17 febbraio. La più ricca e variegata kermesse cinematografica, il più frequentato tra i festival internazionali dedicati alla settima arte, la Berlinale anche quest’anno sarà occasione per affrontare temi controversi e duri attraverso film e documentari che spaziano dalle forme narrative classiche alle più audaci e innovative espressioni cinematografiche.

Cinque sezioni in concorso (Competition, Panorama, Generation, Forum, Berlinale Shorts), a cui si aggiungono Perspektives Deutsches Kino, Berlinale Special e Berlinale Series, la sezione dedicate a Retrospettive e Omaggi, gli spazi speciali Culinary Cinema e Native.

 

IN CONCORSO

MR JONES di Agnieszka Holland – Nel marzo del 1933 il giornalista scozzese Gareth Jones prende un treno per Kharkov in Ucraina. Arriva in una piccola stazione da dove parte a piedi per un viaggio che lo porterà ad attraversare il Paese nel pieno della terribile carestia causata dalle collettivizzazioni forzate volute da Stalin. La popolazione è decimata, morti ovunque. Ovunque gli scagnozzi dei servizi segreti sovietici vigilano a che le notizie della immane catastrofe non arrivino alla opinione pubblica. Con l’aiuto di Ada Brooks, un giornalista del New York Times, Jones riesce a diffondere in Occidente quanto sta accadendo in Ucraina. Girato in Polonia, Scozia e Ucraina, il film ricorda la figura del leggendario giornalista che, secondo leggenda, avrebbe ispirato George Orwell a scrivere ‘Animal Farm’ nel 1945.

SO LONG, MY SON di Wang Xiaoshuai – In parte melodramma, in parte critica politica, una saga familiare ripercorre tre decenni della storia cinese, fondendo abilmente vicende private e cambiamenti politici. Il film ci porta nel post Rivoluzione culturale in Cina, nelle rivolte degli anni Ottanta fino alla metamorfosi turbo capitalista di oggi, mostrando le profonde cicatrici di una inarrestabile storia di successo apparente.

DER GOLDENE HANDSCHUH di Fatih Akin – Basato sulla storia vera del serial killer Fritz Honka, ambientato ad Amburgo un film che ritrae l’altra faccia della medaglia della società tedesca nel mezzo del miracolo economico degli anni Settanta: violenta, misogina, sessualmente depravata. Fritz Honka, un uomo di bassa statura, solo, con un volto sgradevole e un lavoro insignificante, rimorchia donne al ‘Zum Goldenen Handschuh’ (The Golden Glove), un locale di St. Pauli. Le adesca nel suo appartamento, le strangola, le fa a pezzi e si libera dei loro resti dietro il muro di casa. A nulla servono profumi e deodoranti per nascondere il lezzo inarrestabile. Può solo incolpare i vicini greci.

GOD EXISTS, HER NAME IS PETRUNYA di Teona Strugar Mitevska – Petrunya ha trentuno anni, malgrado la madre le consiglia di dire che ne ha ventiquattro. Ha studiato storia che in un Paese come la Macedonia sembra non servire. Non trova lavoro fino a quando il giorno della Epifania decide di competere per la croce d’oro che come ogni anno è stata buttata nel fiume ghiacciato. Si immerge e vince su tutti gli altri partecipanti, uomini. Una satira malinconica sullo stato della democrazia in Macedonia, il maschilismo e il potere della Chiesa ancora dominanti nel giovane Stato macedone.

 

FUORI CONCORSO

MARIGHELLA di Wagner Moura – Il racconto della vita di Carlos Marighella tra il 1964 e il 1969. Nato nel 1911, Carlos Marighella, scrittore e politico, fu il successore di rivoluzionari come Zapata, Sandino e Che Guevara, la cui uccisione nel 1967 spinse Marighella ad intensificare la lotta contro l’oppressione del potere. Dopo il colpo di Stato che nel 1964 spazzò via il governo legittimo e portò la dittatura militare al potere, Marighella si mise alla guida di un gruppo di resistenza. Il film segue la sua vita tra il 1964 e il novembre 1969, anno della sua tragica morte per mani di un sicario dell’esercito.

VICE di Adam McKay – Un biopic caustico e avvincente sulla carriera Dick Cheney è stato uno dei Vicepresidenti più potenti della storia degli Stati Uniti e dei più influenti sullo scenario globale. La mente dietro le guerre in Iraq e Afghanistan all’indomani dell’11 settembre, il demiurgo di un governo ombra che per otto anni ha tirato le fila della politica estera della Casa Bianca.

 

BERLINALE SPECIAL

Temi attuali e scottanti, grandi personalità del cinema, forme artistiche inusuali.

ANTHROPOCENE : THE HUMAN EPOCH di Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky – In Kenya le proboscidi di elefanti sono misurate e accatastate. Le immagini impressionanti dello sfruttamento delle risorse dell’umanità aprono e chiudono  un documentario inquietante. Non possiamo che chiederci se c’è ancora una speranza di invertire questa inumana e infausta pratica. Anthropocene attraversa il globo mostrando paesaggi irrimediabilmente distrutti dalla mano dell’uomo. Le sofferenze della natura brutalmente soggiogata dall’uomo in un documentario dal forte impatto emotivo.

GULLY BOY di Zoya Akhtar – Murad, ventidue anni, vive in uno slum di Mumbai. Suo padre è un autista, tira avanti una famiglia di cinque figli e una nuova moglie che accresce tensioni e disagio. La marijuana è l’unico rifugio di Murad fino al giorno in cui incontra un giovane rapper che gli apre il mondo della musica e con essa dell’amore. Un film bollywoodiano non privo di critica sociale nel ritrarre l’India della comunità musulmana.

WATERGATE OR HOW WE LEARNT TO STOP AN OUT OF CONTROL PRESIDENT di Charles Ferguson – ‘The interests of America first’ fu la frase che Richard Nixon pronunciò le sue dimissioni nel 1974, dopo due anni di rivelazioni sul suo operato nel noto affare Watergate, le perquisizioni illegali negli uffici del Partito Democratico situati nell’edificio Watergate. Charles Ferguson ricostruisce, con l’ausilio di registrazioni audio declassificate, l’intera vicenda che assume man mano che la trama si infittisce, i tratti di un’opera shakespeariana: intrigo, menzogna, complotto ad opera di un uomo che non era preparato a perdere e che ha profondamente disprezzato le istituzioni.

WHO WILL WRITE OUR HISTORY di Roberta Grossman – Un documentario sulla storia di un gruppo di giornalisti e ricercatori guidati dallo storico Emanuel Ringelblum che sotto il nome in codice di Oyneg Shabes si opposero alla propaganda nazista con la penna e la carta, le “armi della verità”. Costruito con materiale d’archivio e interviste inedite, Who Will Write Our History è una ricostruzione di grande impatto emotivo e valore storico sulla vita all’interno del ghetto di Varsavia e sull’eroico coraggio della resistenza intellettuale.

 

PANORAMA

Cinema audace, nuovi talenti, narrazioni innovative nella forma e nell’estetica. 45 film, 29 fiction e 16 documentari da 38 paesi, 34 prime mondiali, 19 opere prime.

BUOYANCY di Rodd Rathjen – Una storia di moderna schiavitù. Ambientata in Cambogia, la storia di  Chakra, 14 anni, e della sua famiglia, tutti lavoratori in un campo di riso. Quando un amico lo informa della possibiltià di guadagnare di più lavorando in una fabbrica, Chakra decide di partire. Venduto da trafficanti di esseri umani Chakra finisce in un peschereccio dove violenza e tortura sono all’ordine del giorno. Uno spaccato reale quanto crudele della moderna schiavitù in Cambogia. Un film avvincente, una testimonianza forte e toccante della diffusa ingiustizia sociale che colpisce molti adolescenti cambogiani.

FLATLAND di Jenna Bass – Un dramma sociale, un thriller, una storia di emancipazione sullo sfondo della “nazione arcobaleno”. Il colore della pelle e la differenza di genere continuano a caratterizzare la società del Sud Africa alimentando le vecchie divisioni. Tre storie di donne in un insolito e ritmato roadmovie.

WAITING FOR THE CARNIVAL di Marcelo Gomes – Nella città di Toritama, nella povera regione di Agreste nel nordest del Brasile, ogni anno sono prodotti circa 20 milioni di jeans. Agreste è la “capitale del jeans”. Accanto alla produzione ufficiale si è sviluppata una produzione privata, fatta di lavoratori che eseguono ordinativi di jeans all’interno delle loro case. Una catena continua di produzione, interrotta solo durante la stagione del carnevale, quando la gente vende perfino i propri elettrodomestici per pagarsi un breve viaggio lungo la costa e partecipare all’evento più importante del Paese.

MIDNIGHT TRAVEL di  Hassan Fazili e Emelie Mahdavian – Un roadmovie realizzato con gli smartphone dei protagonisti: una famiglia di afghani in fuga dal regime dei talebani. Per la sua attività di regista, nel 2015 Hassan Fazili  e la sua famiglia sono minacciati di morte dai talebani. Costretti a fuggire per mettersi al sicuro in Europa la famiglia Fazili inizia un viaggio, destinato a durare diversi anni, che li porterà lungo la rotta balcanica, in diversi campi profughi attraverso molte difficoltà.

 

FORUM

Le molteplici interazioni del cinema con il mondo dell’arte, della musica, della cultura in generale e della storia del XX secolo. 39 film, 31 anteprime mondiali, una selezione di film per sperimentare nuove interrelazioni tra il cinema e la realtà contemporanea.

HEIMAT IS A SPACE IN TIME di Thomas Heise – Basato su documenti, diari, corrispondenze private, il regista Thomas Heise ripercorre la storia della Germania del XX secolo, tra Vienna e Berlino Est tracciando la storia delle ultime quattro generazioni della sua famiglia. Edifici e paesaggi, la deportazione degli ebrei di Vienna, gli attacchi a Dresda, il socialismo della Germania orientale. Un collage di immagini e ricordi sapientemente intessuti in un documentario di valore storico ed estetico.

KHARTOUM OFFSIDE  di Marwa Zein – Uno spaccato del Sudan in un documentario al femminile. Sara ha un sogno: creare una squadra di calcio femminile per il campionato mondiale della FIFA. Il documentario segue un gruppo di donne, con e senza velo, allenarsi per mettere su una squadra nella periferia di Khartoum, sfidando tradizioni familiari e religiose, ostacoli e condizionamenti politici e sociali.

LEAKAGE di Suzan Iravanian – Foziye è una donna sulla cinquantina, il cui marito è scomparso. Dal suo corpo fuoriesce petrolio. Cosa farci? Una metafora potentissima per ritrarre l’Iran, un Paese in cui ogni cosa è a pezzi. All’improvviso, tutto comincia a tremare, come fosse un terremoto. Ma non lo è.  Ė un mistero inspiegabile. In uno stato di crescente paranoia, di paura, di eventi misteriosi e fenomeni inspiegabili, tutti vogliono lasciare il Paese.

AN OPEN ROSE di Ghassan Salhab – “Nel buio, sorrido alla vita.” La frase di Rosa Luxenburg in prigione alla fine del 1917, è l’essenza delle sue lettere dal carcere. Voglia di vivere, amore per la natura indipendentemente dalla sua situazione politica. Il documentario è costruito con numerosi estratti di lettere in tedesco e in arabo, materiale d’archivio della Prima guerra mondiale, sonori delle canzoni del movimento dei lavoratori. Una polifonia di sovrapposizioni acustiche e visive che rimanda al Medio Oriente dei giorni nostri, alle lotte che hanno luogo adesso, alla ammissione che la resistenza e la bellezza possono co-esistere anche in tempi bui.

THE STONE SPEAKERS di Igor Drljača – Dopo la fine della guerra civile degli anni Novanta, la Bosnia Erzegovina ha adottato un sistema capitalista. In realtà non è mai nato, l’economia del Paese è tra le più deboli del continente europeo. Alcune comunità hanno trasformato i propri luoghi in attrazioni turistiche. La città di Medjugorje, dove la Vergine Maria sarebbe apparsa ad alcuni bambini, è diventata un luogo di pellegrinaggio internazionale. A Tuzla, le miniere di sale senza vita sono state trasformate in laghi. A Visoko, una collina viene ritenuta capace di generare campi di energia cosmica. Un collage di spaccati di una società su cui ancora incombe l’ombra del passato, un Paese multietnico nel mezzo di una crisi di identità, i cui abitanti cercano di tenersi a galla ricorrendo a un misto di religione, folklore e addirittura esoterismo.

WHAT WE LEFT UNFINISHED di Mariam Ghani – Un documentario esplora cinque film incompiuti girati in Afghanistan tra il 1978 e il 1992 durate i regimi comunisti succedutisi in quegli anni, durante i quali censura e propaganda gettarono una pesante ipoteca sulla fiorente industria cinematografica nazionale.

 

GENERATION 14PLUS

Una ampia selezione di film contemporanei che esplorano il mondo degli adolescenti con il loro linguaggio e attraverso il loro sguardo. Uno specchio nel mondo degli adulti, film che incitano al coraggio e ispirano all’azione.

BY THE NAME OF TANIA di Bénédicte Liénard e Mary Jiménez – Tania ha sentito dire che c’è un posto dove gli uomini sono cosi ricchi da spruzzare polvere d’oro sulle ragazze particolarmente carine. Con questo immaginario poetico Tania decide di lasciare il villaggio in cui vive e andare dove tutto ciò accade, vicino alle miniere d’oro. Nessun uomo gentile sarà lì a cospargerla di polvere dorata, ma solo violenza e prostituzione forzata

 

LOLA AT BERLINALE

Una panoramica sul cinema contemporaneo tedesco dedicata agli addetti ai lavori della industria cinematografica internazionale.

BALLON di Michael Bully Herbig – 1979, Germania dell’Est. Due famiglie progettano di fuggire a Ovest. Un piano fantasioso: una mongolfiera con otto persone a bordo. Una serie di imprevisti, contrattempi, la polizia di Stato alle calcagna. Una storia avvincente e avventurosa. Una storia di incredibile resistenza.

KLEINE GERMANEN di Frank Geiger e Mohammad Farokhmanesh – I piccoli tedeschi, bambini in un mondo di estremismi. Metà animazione, metà documentario, il ritratto di bambini che crescono all’interno di famiglie di estrema destra, educati fin da piccoli all’odio verso lo straniero. Quanto questo odio condizionerà la loro vita da adulti?

A REGULAR WOMAN di Sherry Hormann – Hatun Ayhrun Sürücü, una donna tedesca di origini turche, lotta contro l’oppressione della sua famiglia, contro le minacce e i soprusi del fratello. Dopo averlo denunciato, Hatun fugge di casa portando con sé suo figlio. Un piano terribile orchestrato all’interno della famiglia per punire nel peggiore dei modi la ribellione di Hatun.

 

PERSPEKTIVE DEUTSCHES KINO

Una vetrina del panorama cinematografico tedesco.

DUST by Udita Bhargava – Sullo sfondo delle rivolte di sinistra un film che scava tra il mondo della memoria e le strade del futuro nel cuore dell’India attraversata da uomo, David, sulle tracce del perduto amore. Mumtaz era una fotografa, misteriosamente scomparsa. La sua ultima traccia sono le fotografie di un ragazzino. Attraverso l’incontro con il cinico Dottor Sharda David scopre una realtà che Mumtaz stava raccontando con le sue fotografie: campi di addestramento militare per ragazzi da usare in attacchi contro lo Stato.

TALKING ABOUT TREES di Suhaib Gasmelbari – Un film dedicato alla storia del cinema in Sudan. Suliman e altri tre membri del “Sudanese Film Club” decidono di riportare in vita il vecchio cinema. Ad unirli non solo l’amore per il cinema e il loro desiderio di dargli nuovamente vita, ma anche la loro formazione cinematografica ricevuta durante l’esilio all’estero. Instancabilmente, ma invano, i tre cercano di di portare dallo loro parte i proprietari del cinema, mentre riaffiorano in una esperienza condivisa le memorie delle persecuzioni e delle torture che in quanto artisti e intellettuali hanno subito dal regime politico.

 

CULINARY CINEMA

Il valore culturale del cibo rappresentato al cinema.

GHOST FLEET di Shannon Service – La maggior parte del pesce che mangiamo viene catturato da schiavi. La Thailandia è uno dei più grandi esportatori di pesce al mondo e uno dei più grandi datori di lavoro del settore. Decenni di pesca intensiva hanno decimato le risorse ittiche della regione, rendendo il Golfo della Thailandia una delle zone più sterili dell’oceano. Trafficanti di esseri umani hanno iniziato a rimpiazzare forza lavoro locale vendendo per poche centinaia di dollari migranti illegali del Myanmar, del Laos, della Cambogia. Il documentario segue un gruppo di attivisti delle isole indonesiane impegnati, spesso a rischio della loro vita, nel dare voce ai nuovi schiavi della pesca, anelli invisibili della grande catena globale del consumo del pesce.

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