CROSSING EUROPE 2018

CROSSING EUROPE, il festival che attraversa l’Europa! Dal 25 al 30 aprile a Linz si apre la 15esima edizione del CROSSING EUROPE FILM FESTIVAL, un evento unico nel suo genere, un viaggio nella ricca diversità del nostro continente attraverso le cinematografie dei sui giovani talenti. Conflitti inter-etnici, trasformazioni sociali, sfide culturali, emergenze ambientali, crisi identitarie e mutamenti generazionali. Politica, economia, arte e ambiente. Questi i grandi temi che il CROSSING EUROPE FILM FESTIVAL ospiterà sul grande schermo.

Sei giorni di programmazioni con oltre 180 visioni tra film e documentari divisi in 11 sezioni: Competition Fiction e Competition Documentary, lungometraggi e documentari in concorso di giovani registi particolarmente originali nel rappresentare le più attuali questioni socio-politiche dell’Europa; European Panorama Fiction e European Panorama Documentary, film e documentari acclamati dal pubblico internazionale e da altri festival europei, espressione delle diverse realtà nazionali europee; Cinema Next Europe, dedicata ai nuovi talenti della cinematografia europea; Architecture and Society, il legame tra spazio, politica, ambiente e società visto al cinema; Working Worlds, le diverse realtà del mondo del lavoro in Europa nell’epoca della globalizzazione; Local Artists e Local Artists Music Video, corti e video musicali di autori austriaci; Night Sight, cinque film sul genere “fantascienza”; Tribute per celebrare grandi registi. Quest’anno il Crossing Europe dedica il suo Tribute a un cineasta italiano Edoardo Winspeare, rappresentante del cinema cosiddetto “regionale”, impegnato a ritrarre e interpretare i cambiamenti economici e sociali della Puglia.

 

COMPETITION FICTION

SOLDIERS. A STORY FROM FERENTARI di Ivana Mladenović – La storia d’amore tra Adi, un giovane antropologo trasferitosi a Ferentari, il quartiere più povero di Bucarest, per realizzare un lavoro di ricerca sulla manele, la musica della comunità Rom, e Alberto, un rom appena uscito dal carcere. Ritratto duro, malinconico e a tratti divertente della comunità rom, della sua emarginazione e solitudine.

WHAT WILL PEOPLE SAY di Iram Haq – Un dramma culturale, d’onore e familiare. Nisha ha sedici anni è pakistana e vive una doppia vita. In casa è rispettosa delle tradizioni come vuole il padre, fuori ad Oslo dove vive è una adolescente come tante. Finché un giorno il padre non la scopre con un ragazzo nella sua stanza.

 

COMPETITION DOCUMENTARY

MR GAY SYRIA di Ayse Toprak – Husein ha 24 anni è un rifugiato siriano a Istanbul sposato con una figlia. Ha un segreto: è omosessuale. Coraggiosamente per portare il tema della omosessualità sotto i riflettori della vita sociale in Siria si iscrive al concorso MR GAY.

THE OTHER SIDE OF EVERYTHING di Mila Turaljic – Un appartamento di Belgrado diviso in due da oltre trent’anni; anni in cui si è consumata la guerra civile e la dissoluzione della ex Jugoslavia. Srbijanka, un attivista politico di rilievo di quegli anni, vive ancora nella metà di quell’appartamento, con una porta rimasta chiusa, simbolo di un Paese vittima di una perenne instabilità.

MERKEL MUST GO di Sabine Michel – Dall’ottobre del  2014 i sostenitori di Pegida, il movimento dei “Patriotic Europeans against the Islamisation of the Occident”, protestano ogni settimana contro il governo. Uno sguardo ravvicinato alle narrazioni del populismo nel cuore dell’Europa.

CENTRAL AIRPORT THF di Karim Aïnouz – Il documentario tedesco riprende la vita di tutti i giorni dei rifugiati all’interno dei capannoni dell’aeroporto in disuso di Berlino Tempelhof. Una moderna Babilonia in quello che fu il simbolo del Third Reich, rifugio per oltre 3000 richiedenti asilo.

METEORS di Gürcan Keltek – Una metafora forte e potente, la repressione sanguinaria del regime turco contro il popolo curdo rappresentata attraverso un fenomeno cosmico. Una piogge di meteore si abbatte violentemente sul Paese.

TARZAN’S TESTICLES di Alexandru Solomon – Un documentario profondo e toccante  ambientato nel più antico centro al mondo di ricerca sui primati, a Sukhumi la capitale della repubblica secessionista dell’Abkhazia. L’istituto, un tempo fiore all’occhiello del comunismo sovietico, è paradigmatico della stessa Abkhazia, piena di contraddizioni tra il passato e il presente, scienza e religione, umanità e crudeltà.

SCARY MOTHER di Ana Urushadze – Ambientato a Tbilisi  nella Georgia post-comunista, la storia di Manana, la scelta di una donna tra famiglia e passione, l’amore per la scrittura represso per anni. Al centro l’oppressione di una donna, moglie e madre, in una società post-comunista.

THE MARRIAGE di Blerta Zeqiri – Una storia d’amore fra  due uomini a Pristina, Bekim e Nol. Il matrimonio imminente tra Bekim e Anita. I resti dei genitori di Anita in viaggio dalla Serbia. La guerra è il passato che scruta il presente. Una analogia brillante con la recente storia del Kosovo, una società e un matrimonio entrambi destinati a fallire sotto i colpi delle menzogne e dei secreti.

LOVE IS POTATOES di Aliona van der Horst – Il viaggio della regista nella Russia di oggi alla scoperta della infanzia di sua madre e delle sue cinque sorelle. La durezza estrema delle loro vite durante la guerra e la carestia negli anni della Russia di Stalin. Un documentario d’animazione per raccontare il terrore sovietico.

LUCICA AND HER CHILDREN di Bettina Brau –  Lucica è una rom della Romania. Vive in Germania con i suoi sei figli a cui spera di dare un futuro migliore del suo. Il marito è in carcere in Romania. Il film segue la famiglia da vicino per un anno e mezzo creando  aspettative impreviste.

MEUTHEN’S PARTY di Marc Eberhardt – Il candidato di “Alternative for Germany”, Jörg Meuthen, durante la sua campagna elettorale. Un esempio inquietante della retorica e della demagogia nell’Europa dei populismi e delle divisioni.

TROUBLEMAKER di Fernando Romero Forsthuber – Il ritratto del famoso cantante israelo-palestinese Jowan Safadi, arrestato dalla polizia israeliana, dopo il suo ultimo tour in Giordania, per “incitamento al terrorismo”.

 

EUROPEAN PANORAMA DOCUMENTARY

ALL CREATURES WELCOME di Sandra Trostel – Web e democrazia. Sorveglianza di massa e regimi autoritari nel mondo. Gli eventi di Chaos Computer Club, la più grande organizzazione di hacker, sono un riflesso del mondo real-virtuale della Rete. Un documentario che mostra il mondo degli hacker, le sfide del nostro tempi e le premesse di nuove e possibili rivolte sociali.

BREXITANNIA di Timothy George Kelly – Chi era contro e perché? Una raccolta di interviste su Brexit rivelano la complessità di un voto che va al di là del Leave or Stay.

THE RED SOUL di Jessica Gorter – A più di 50 anni dalla morte di Joseph Stalin la Russia è ancora divisa. Stalin è stato un grande leader che ha fatto della Russia una superpotenza? O uno spietato dittatore responsabile per la morte di milioni di innocenti? Non esiste una famiglia russa che non abbia subito le conseguenze del suo regime. Due sorelle la cui madre è stata deportata in un campo di detenzione, un padre attraverso un bosco alla ricerca di fosse comuni di prigionieri russi. Nella Russia di oggi, segnata dal ritorno ad una certa mitologia del passato, il mito di Stalin emerge come simbolo di unità e identità nazionale.

KALES di Laurent Van Lancker – La “Giungla”, il campo per rifugiati di Calais. Una tendopoli di tende di plastica e stracci, un luogo oramai simbolo della crisi migratoria e della paralisi europea. Un luogo dove la gente si è “organizzata una vita” che giustifichi la sua esistenza: musica, cibo, attività commerciali.

SILVANA di Mika Gus – Silvana è lesbica, femminista e anti-razzista. È una rapper di origini siriane, vive in Svezia, Paese che definisce disgusto:  una nazione conservatrice strapiena di xenofobia. La sua musica, fortemente autobiografica, parla di identità sessuale e di immigrazione

JUPITER’S MOON di Kornel Mundruczò – Un giovane clandestino siriano, colpito a morte da un poliziotto, scopre di poter volare. Una satira parossistica, una metafora della crisi dei valori europei, una lettura surreale e morale del dramma delle migrazioni e dei profughi.

 

EUROPEAN PANORAMA FICTION

A GENTLE CREATURE di Sergei Loznitsa – Una prigione in una remota regione della Russia di oggi. Ispirato ad un racconto di Dostoevskij la battaglia di una donna per giustizia in un Paese impenetrabile come una fortezza.

ONCE UPON A TIME IN NOVEMBER di Andrzej Jakimowski – Il nazionalismo radicale in Polonia vissuto e raccontato da Mareczek, uno studente di giurisprudenza sfrattato e costretto ad alloggi di fortuna con la madre e il suo cane. Mentre Varsavia si prepara a celebrare il Giorno dell’Indipendenza, un gruppo di estremisti assale il suo ultimo rifugio di ventura. Il film è basato sugli accadimenti del 2013 che videro una manifestazione nazionalista trasformarsi in una vera e propria rivolta con l’incendio di un edificio occupato abusivamente.

UNWANTED di Edon Rizvanolli – Il giovane Alban vive ad Amsterdam con la madre Zana, che ha lasciato il Kosovo durante la guerra dei Balcani negli anni 90. Alban incontra Ana, figlia di un’altra rifugiata dal Kosovo. Il padre di Ana è serbo ed è contrario alla relazione tra i due ragazzi. Nessuno dei due però si sente kosovaro, entrambi si sentono olandesi, lontani dalle vecchie logiche balcaniche delle appartenenze etniche.

TRANSIT di Christian Petzold – Basato sul racconti di Anna Seghers è la storia di Georg, un rifugiato di guerra che cerca di fuggire dalle persecuzioni naziste in Francia. Georg mette le mani sui documenti dello scrittore defunto Weidel assumendone l’identità.

WAJIB di Annemarie Jacir – Candidato palestinese agli Oscar 2018, un ritratto privato e sociale della comunità palestinese e delle sue tradizioni in un film a metà tra il dramma e la commedia. Shadi vive a Roma, malvolentieri torna a Nazareth per il matrimonio di sua sorella. La tradizione vuole che gli inviti vengano consegnati personalmente ad ogni invitato. Uno sguardo acuto e originale nella complessità sociale del Medio Oriente.

 

ARCHITETTURA E SOCIETÀ

CLEANING SCHAERBEEK di Farah Kassem – Nei giorni dell’allerta terrorismo in Belgio l’attenzione era su Molenbeek. Negli stessi momenti un residente del quartiere di Schaerbeek ha scoperto strani movimenti davanti alla finestra della sua abitazione e ha deciso di filmarli. Una immagine divertente della ossessione per la sicurezza.

 

Share your thoughts