DUBAI FILM FESTIVAL 2017

Dal 6 al 13 dicembre Dubai celebra la 14esima edizione del DUBAI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, il più atteso e acclamato evento cinematografico e culturale degli Emirati Arabi. Con oltre 120 proiezioni da tutto il mondo arabo e non solo, il DIFF si conferma la principale vetrina internazionale per registi, produttori e distributori cinematografici. Tra le sezioni del DIFF, oltre alla Muhr Competitition riservata esclusivamente a produzioni arabe, Contemporary World Cinema, dedicata al cinema indipendente da tutto il mondo; Arabian Nights, una selezione della migliore produzione cinematografica araba contemporenea; Cinema from the Subcontinent, sezione dedicata ai nuovi autori emergenti del Pakistan, dell’India, dello Sri Lanka e dal Bangladesh.

 

NO DATE NO SIGNATURE di Vahid Jalilvand – Acclamato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, il film mette al centro di una trama dura e impietosa le differenze sociali ed economiche della società iraniana attraverso la storia di un medico e di un padre le cui vite si incrociano in una infausta sera, dando vita ad un irrisolvibile dramma psicologico per entrambi.

5 RUPIE di Chandrakant Panjuani – Ai piedi dell’Himalaya in un piccolo villaggio Ameena, una anziana donna, e suo nipote Hamid. È l’ultimo giorno del Ramadan, Hamid è eccitato all’idea di finire il digiuno fino a quando non scopre che le cinque rupie che sua nonna ha conservato per lui sono sparite.

69 MINUTES OF 86 DAYS di Egil Håskjold Larsen – Milioni di persone in fuga, in marcia, alle prese con viaggi impossibili. Viaggi che spesso per molti non hanno arrivo. Lean spesso non sa dove si trova, quale terreno i suoi piccoli piedi stanno calpestando. Sogna di andare dal nonno e di imparare a nuotare.

73° C di Baz Dinka Shamoun – La storia di Asia, Rayan e Ali intrappolati in Iraq dopo l’invasione degli Stati Uniti del 2003. Vite al limite, in un luogo in cui l’unico obiettivo possibile è la sopravvivenza, dove non c’è più spazio per i sogni dei bambini e le ambizioni degli adulti, dove guerra e religione attentano ogni giorno alla loro possibilità di vivere un altro giorno.

BIRTH di Abdulla Hasan Ahmed –  Le tradizioni di una famiglia nelle zone montuose degli Emirati Arabi nel giorno dedicato alla memoria dei martiri.

CENTAUR di Aktan Arym Kubat – In Kirghizistan con le leggende, le avventure e il black humor con il famigerato eroe nero ossessionato dai cavalli e dalla perdita dell’orgoglio nazionale. Nella sua mente bizzarra i cavalli possono restituire gloria e potere alla nazione.

PANOPTIC di Rana Eid – Una dichiarazione d’amore della regista per la sua città, Beirut. Un collage di luoghi, simboli ed edifici, di storie nascoste e angoli inesplorati di una città in continua trasformazione alla ricerca affannosa di una identità in equilibrio.

RADIOGRAM di Rouzie Hassanova – La Bulgaria comunista degli anni 70, oppressiva e castrante soprattutto per i giovani e ancor più per Ahmet, un ragazzo appassionato di musica alla moda. La vita dei musulmani negli anni della Guerra fredda, delle conversioni forzate alla cristianità, del confino nelle campagne selvagge.

RAZZIA di Nabil Ayouch – Un ritratto forte e senza veli della società marocchina negli anni 80 e nel 2015 attraverso cinque personaggi le cui vite finiscono con l’intrecciarsi nella strade di Casablanca, simbolo di un Paese “precario ed enigmatico” alla ricerca di una sintesi tra tradizione e modernità.

THE POETESS di Stefanie Brockhaus e Andreas Wolff – La storia di Hissa Hilal, una casalinga dell’Arabia Saudita, che partecipa alla più importante competizione nazionale di poesia in un Paese dove la sua tradizione è molto sentita. Sfidando i pregiudizi di un maschilismo estremamente radicato, Hissa arriva in finale con le sue poesie di emancipazione femminile e di lotta contro il terrorismo e le ideologie del fanatismo islamico.

THE JOURNEY di Mohamed Al Daradjiè – La storia di un incontro in una stazione fra due sconosciuti, Sarah e Salam. Le loro direzioni sono opposte: Sarah è una suicide bomber, decisa a farsi saltare in aria all’interno della stazione, Salam vuole salvare se stesso e tutti quelli che si trovano lì in quel momento. Vuole salvare anche Sarah. Un film potente sui temi della vita, della morte e dell’estremismo.

THE BEAUTY AND THE DOG di Kaouther Ben Hania – Un film duro e toccante tratto da una storia vera. Una giovane donna vittima di violenza fisica e psicologica si scontra contro il persistente muro della corruzione e della omertà nella Tunisia post-rivoluzione.

CITY OF GHOSTS di Matthew Heineman – La caduta della città di Raqqa nelle mani dell’ISIS ripresa di un un gruppo di coraggiosi cittadini. Raqqa is being slaughtered silently, il loro nome. Una potente testimonianza di un nuovo tipo di giornalismo digitale.

I AM NOT A WITCH di Rungano Nyoni – In Zambia una black comedy ritagliata su Shula, una ragazza tacciata di essere una strega dalla gente del suo villaggio e mandata in un “campo per le streghe” sotto la guida del losco Mr Banda.

TASTE OF CEMENT di Ziad Kalthoum – Operai siriani nei cantieri di Beirut lontani dallo loro terra e dalla guerra. Non possono lasciare il cantiere nemmeno la notte. Sono rifugiati. Isolati e privati di ogni contatto con il proprio popolo e il suo destino se non attraverso un televisore.

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama – In Algeria poco dopo la fine della guerra civile si avvicendano le diverse impressioni di una coppia sui recenti avvenimenti e sul futuro del loro Paese sullo sfondo di una Algeri insidiosa.

SHOCK AND AWE di Rob Reiner –  La ricostruzione accattivante della macchinazione tra il governo americano e il mondo dei media alla vigilia dellainvasione dell’Iraq nel 2003.

 

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