FIFDH 2017

Dal 10 al 19 marzo, a Ginevra, la 15esima edizione del FIFDH – Festival du Film et Forum international sur le droits humains – l’evento più importante nel panorama cinematografico internazionale espressamente dedicato al tema dei diritti umani. Da anni un appuntamento di grande prestigio per denunciare e portare all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale violazioni note e meno note dei diritti umani, per dare voce e raccontare i DIRITTI UMANI, le mobilitazioni internazionali, le battaglie per il loro riconoscimento, i progressi realizzati. Oltre che un festival cinematografico tematico, il FIFDH è anche e soprattutto un forum che raccoglie i diversi protagonisti delle campagne internazionali contro la violazione di diritti umani: ONG, attivisti, giornalisti, personalità politiche. E il pubblico, in collegamento in diretta.

Joseph Stiglitz, Shirin Ebadi, Edward Snowden, Julian Assange, Carla del Ponte, Anna Politkovskaïa, Samantha Power, Edgar Morin, sono solo alcuni nomi delle personalità che si sono succedute al FIFDH apportando con la esperienza personale e la loro levatura accademica un importante contributo al dibattito internazionale sui diritti umani. Diciannove dibattiti pubblici dedicati alle tematiche più attuali e scottanti nel campo della difesa e promozione dei diritti umani; non solo guerre e migrazioni, che inevitabilmente occupano la “prima scena” del FIFDH, ma anche diritti delle donne, libertà di espressione, privacy, sorveglianza di massa.

 

SYRIA’S DISAPPEARED: THE CASE AGAINST ASSAD di Sara Afshar – Film denuncia sulle torture e le uccisioni di massa di civili nei centri di detenzione siriani. Oltre tremila pagine di testimonianze e accuse raccolte da Stephen Rapp, ex Pubblico Ministero al Tribunale internazionale per i crimini commessi in Ruanda e in Sierra Leone, presente al dibattito insieme a Almudena Bernabeu, sopravvissuto alle torture delle carceri siriane.
THE WAR SHOW di Andreas Dalsgaard – Cinque anni di riprese realizzate dalla giornalista radiofonica Obaidah Zytoon raccontano la storia di un gruppo di giovani attivisti e la loro progressiva sparizione per mano delle forze di regime di Bashar al Assad.

YEMEN UNDER SIEGE di Safa Al-Ahmand – Diciassette milioni di persone a rischio denutrizione, migliaia i bambini, tre milioni di sfollati, quindicimila morti in quella che è un tassello della grande battaglia tra Sunniti e Sciiti per il controllo del Medio e Vicino Oriente.

ERDOGAN, THE MAKING OF A SULTAN di Pinar Selek – Nulla e nessuno sembra sembra in grado di arrestare la deriva autoritaria di Erdogan. Quarantamila persone arrestate dal tentato putsch della scorsa estate, molte senza assistenza legale; centotrentamila i “dissidenti” licenziati tra giornalisti, accademici, giudici, insegnanti.

FACEBOOKISTAN di Max Schrems – C’era una volta la privacy dei cittadini, ora c’è la tentacolare sorveglianza di massa denunciata da Edward Snowden e altri whistleblowers, la raccolta arbitraria di dati e informazioni personali attraverso social network. Max Schrems è il giovane avvocato austriaco che ha guidato l’imponente class action europea contro Facebook per il trasferimento di dati negli Stati Uniti.

I AM NOT YOUR NEGRO di Raul Peck – Restiamo negli Stati Uniti con la sempre attuale questione razziale e le memorie del romanzo incompiuto di James Baldwin, Remember This House. Gli anni della segregazione razziale, le sue battaglie intellettuali al fianco di Malxom X, Medgar Evers, Martin Luther King.

THE GOOD POSTMAN di Tonislav Hristov – Il dramma delle migrazioni, i diritti negati dei profughi. L’utopia di una risposta diversa. Aprire la porta o chiudere gli occhi? Un villaggio bulgaro di trenta anime ai confini con la Turchia e il programma del candidato sindaco Ivan. Accogliere tutti i rifugiati siriani per ridare vita al villaggio.

CHASING ASYLUM di Eva Orner – Le durissime leggi sull’immigrazione in Australia. I richiedenti asilo detenuti sulle isole di Nauru e della Papua Nuova Guinea, in limbo giuridico ed esistenziale. Eva Orner è andata in un centro di accoglienza con una telecamera nascosta restituendoci immagini inimmaginabili…. di disperazione.

LA CITTÀ INVISIBILE di Lieven Corthouts – Sempre in tema di diritti negati ai profughi, ambientato a Kakuma. Pochi sanno cosa sia e dove si trovi. Città del Kenya, Kakuma  è il più grande campo di rifugiati al mondo. Una vera e propria città, invisibile….

BURNING BIRDS di Sanjeewa Pushpakumara – I diritti delle donne vanno ancora difesi! Non solo i diritti di Kusum, la donna protagonista di Burning Birds un film ambientato nello Sri Lanka nel 1989. La sua storia di moglie e di madre rimasta sola con otto figli vittima della guerra è la storia di milioni di donne in lotta per il riconoscimento dei loro diritti.

SILENT WAR di Manon Loizeau – Ancora donne con i loro corpi calpestati, campi di battaglia nell’infuriare della guerra. In Siria, non meno che altrove lo stupro un’arma. Silenziosa, un taboo per la società siriana.

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