17ma edizione del Festival internazionale e Forum dei Diritti umani di Ginevra appuntamento oramai consolidato per parlare di diritti umani con e attraverso il cinema. Libertà di informazione, violenza di genere, populismi, omofobia, schiavitù economiche. Questi e molti altri temi di drammatica attualità nel FIFDH 2019. Film, documentari, dibattiti, conferenze, mostre e come sempre una forte presenza di artisti, attori, attivisti, celebrità testimonal di importanti campagne di sensibilizzazione e denuncia, di nuove forme di resistenza artistica, politica e collettiva; agenti di cambiamento in un momento storico segnato dal declino dei diritti umani, dalla normalizzazione di situazioni inaccettabili per la dignità umana.

Il FIFDH 2019 si apre l’8 marzo, giornata internazionale delle donne, con una presenza d’eccezione: Nadia Murad, premio Nobel per la pace 2018, “per il suo sforzo volti a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato”.

ON HER SHOULDERS di Alexandria Bombach – Il film documentario su Nadia Murad, una giovane donna yazida, una ragazza normale fino al quando le milizie dello Stato islamico non hanno invaso il suo villaggio nella regione del Sinjar, trasformandola in una schiava sessuale. Nadia è riuscita a fuggire, ad arrivare in Europa, a raccontare la sua storia, a dare voce alle donne yazide vittime delle sevizie dei miliziani dell´ISIS. Oggi Nadia Murad, premio Nobel per la pace 2018, è il simbolo del genocidio della comunità yazida e una icona mondiale per tutte le donne vittime di violenza e schiavitù sessuale in guerra.

 

CONCORSO FILM

ANOTHER DAY OF LIFE di Raúl de la Fuente e Damian Nenow – La guerra civile in Angola del 1975 raccontata in versione graphic, da uno dei più grandi corrispondenti di tutti i tempi: Ryszard Kapuściński. Un viaggio pericoloso destinato a cambiare per sempre il giornalista. L’esperienza in Angola alla vigilia della sua indipendenza, la presa di coscienza di una realtà, quella africana, lontana dai suoi ideali portano Kapuściński ad intraprendere un nuovo percorso, quello dello scrittore di fama mondiale.

HOUSE OF MY FATHERS di Suba Sivakumaran – Nello Sri Lanka due villaggi, abitati rispettivamente da cingalesi e tamil, in guerra da sempre, sono divisi dal filo spinato. Le due comunità rischiano l’estinzione, gli anziani del villaggio decidono che devono accettare il sacrificio della promiscuità. Asoka e Ahalya sono i prescelti, rappresentano i due gruppi etnici vittime di una feroce guerra durata vent’anni. Traumi e memorie collettive riemergono in cornice narrativa che è magica e realista al tempo stesso.

MANTA RAY di Phuttiphong Aroonpheng – Dedicato ai rifugiati Rohingya morti in mare, il primo lungometraggio di Phuttiphong Aroonpheng, la storia di Nobi, un pescatore tailandese e della sua amicizia con il “senza nome”, un rifugiato privo di sensi, ferito e incapace di parlare, trovato su una spiaggia. Lo cura, lo chiama Thongchai, come un famoso cantante. Un giorno il pescatore esce in mare lasciando Thongchai da solo nella sua casa. A poco a poco, Thongchai inizia a vivere la vita del pescatore, la sua casa, il suo lavoro e la sua ex moglie. Una storia apparentemente semplice densa di magica poesia.

THE SWEET REQUIEM di Ritu Sarin e Tenzing Sonam – Una storia di rifugiati, ricordi dolorosi, fughe. Dolkar è una giovane tibetana alle prese con le difficoltà della vita di un immigrato. Vive a Delhi dove inaspettatamente incontra una figura del suo passato, un uomo legato al viaggio che l’ha portata in India. Dolkar aveva solo otto anni quando i suoi genitori lasciarono il Tibet alla ricerca di un luogo più sicuro dove vivere. Quell’uomo ne è stato il responsabile.

 

CONCORSO DOCUMENTARI

GHOST FLEET di Shannon Service – La maggior parte del pesce che mangiamo viene catturato da schiavi. La Thailandia è uno dei più grandi esportatori di pesce al mondo e uno dei più grandi datori di lavoro del settore. Decenni di pesca intensiva hanno decimato le risorse ittiche della regione, rendendo il Golfo della Thailandia una delle zone più sterili dell’oceano. Trafficanti di esseri umani hanno iniziato a rimpiazzare forza lavoro locale vendendo per poche centinaia di dollari migranti illegali del Myanmar, del Laos, della Cambogia. Il documentario segue un gruppo di attivisti delle isole indonesiane impegnati, spesso a rischio della loro vita, nel dare voce ai nuovi schiavi della pesca, anelli invisibili della grande catena globale del consumo del pesce.

 

CONCORSO GRANDI REPORTAGE

THEY DIDN’T HAVE A CHOICE di Youlouka Damiba e Gideon Vink – In tutto il continente africano, da Yaoundè a Douala, a Dakar l’omosessualità è ancora vista come un peccato, una malattia, un vizio importato dall’Occidente. Il documentario dei due registi bukinabè lancia una sfida aperta e provocatoria per le società africane su un tema politicamente e socialmente scomodo.

CONGO LUCHA di Marlène Rabaud – Lucha è un movimento di uomini e donne congolesi impegnanti in azioni politiche non violente. Girato a Goma, nella regione orientale del Paese, nell’arco di due anni, il film è un tributo al coraggio e alla determinazione di questi cittadini che combattono pacificamente la resistenza del presidente Kabila al rinnovamento democratico della Repubblica Democratica del Congo.

 

FILM FUORI CONCORSO

A TRAMWAY TO JERUSALEM di Amos Gitai – Una commedia utopica, una metafora ironica, tra fiction e documentario, sulla linea più affollata di Gerusalemme, la Linea Rossa, che per 14 chilometri attraversa le due parti della città. Una città divisa che, almeno per lo spazio di un tragitto, mette da parte conflitti e violenze e cerca di simulare una convivenza possibile. Un mosaico di esseri umani nella vita quotidiana della città più complessa al mondo.

IN SEARCH di Beryl Magoko – In Kenya ancora oggi molte bambine sono sottoposte alla orribile pratica della infibulazione, un concetto per descrivere la mutilazione genitale femminile. Perché le madri lo permettono? La regista Beryl Magoko, keniota, da bambina è stata sottoposta a questo dolorosissimo e umiliante rituale. Il suo film, politico e personale al tempo stesso, è un viaggio nel passato e nel futuro. Con brutale sincerità e lucida osservazione, la regista si confronta con la propria famiglia. Davanti a lei ora la scelta di una operazione chirurgica per ricostruire la sua integrità di donna, per iniziare un nuovo capitolo della sua vita.

THE TRIAL OF RATKO MLADIC di Henry Singer e Rob Miller – Non è passato molto da quando l’Europa ha guardato scioccata alle immagini delle fosse comuni nella ex Jugoslavia. La guerra in Bosnia è costata qualcosa come centomila morti. Nel 2012, a venti anni di distanza, il Tribunale internazionale per i crimini commessi nella ex Jugoslavia ha condannato il generale serbo Ratko Mladić per il genocidio di Srebrenica. Il documentario di Henry Singer e Rob Miller guarda ad entrambe le parti in causa: quella dei familiari delle vittime, dei testimoni, del Pubblico ministero, e quella di Mladic attraverso interviste ai suoi avvocati, ai suoi sostenitori, ai membri della sua famiglia che lo considera un eroe. Oltre e sopra di loro, un interrogativo dirimente: è possibile che un processo possa fare giustizia e di che giustizia si tratta se l’accusato non riconosce il verdetto?

ZERO IMPUNITY di Nicolas Blies e Stéphane Hueber-Blies – Un mix di giornalismo investigativo e appello all’azione. Uomini e donne vittime di violenza sessuale in Siria, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo. In tutto il mondo c’è un grido d’allarme, una richiesta di giustizia. Zero Impunity, con una animazione mozzafiato, parla di speranza e umanità.

 

FUORI CONCORSO DOCUMENTARI CREATIVI

THE APOLLO OF GAZA di Nicolas Wadimoff – Nel 2013 una statua di Apollo di oltre 2000 anni viene rinvenuta al largo di Gaza da un pescatore palestinese. Anche se pochi la possono vedere, la statua diventa subito oggetto di interessi geopolitici e speculazioni commerciali. Offerte, trattative con i musei, indiscrezioni e smentite. All’improvviso la statua sparisce per mano di Hamas. L’episodio è occasione per connettere un territorio-prigione al suo passato culturale.

THE EDGE OF DEMOCRACY di Petra Costa – Durante la presidenza di Luiz Inácio Lula da Silva, eletto nel 2002, 20 milioni di brasiliani sono usciti dalla povertà. Nel 2010 Lula passa il testimone all’ex guerrigliera Dilma Rousseff. Dietro le celebrazioni ufficiali, la rabbia della popolazione per la corruzione dilagante, l’ascesa di un giovane magistrato che sulla  personale e discutibile battaglia contro Lula e la Rousseff ha costruito la sua fama internazionale, determinando le sorti di un Paese uscito da qualche decennio dalla dittatura militare. Nel ritrarre una nazione profondamente divisa, The Edge of Democracy lancia un potente monito sulla natura della crisi politica e istituzionale del Brasile, dietro la quale ci sarebbe lo zampino delle potenze occidentali.

 

FILM TEMATICI

A DARK PLACE di Javier Luque Martinez  – Prodotto dall’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, il film dà voce alle giornaliste che sono state vittime di violenza in rete per aver difeso la libertà di espressione. In Turchia, in Azerbaijan, in America Latina o in Europa le stesse situazioni si ripetono malgrado i contesti siano cosi diversi.

THE OCCUPATION OF THE AMERICAN MIND di Jeremy Earp e Loretta Alper – Mentre cresce nei sondaggi l’avversione degli americani verso la politica d’Israele, il sostegno politico della Casa Bianca rimane molto forte. Raccontato dalla voce di Roger Waters, il documentario guarda dentro la guerra alla informazione che Israele e i suoi seguaci stanno muovendo all’interno degli Stati Uniti.

WHEN THE WAR COMES di Jan Gebert – L’ascesa dell’ala destra e dell’ideologia nazista radicale in Slovacchia. Peter Švrček, un giovane apparentemente normale: una famiglia, una fidanzata, gli studi universitari. Ma Peter ha una doppia vita, fatta di divise mimetiche, marce per la città, simboli nazisti. Peter ha fondato Slovak Recruits, un gruppo paramilitare per difendere la Slovacchia dagli immigrati. Le istituzioni chiudono gli occhi, lasciano fare fino a quando Peter non entrerà inevitabilmente in politica.

 

AROUND A FILM

DICK MARTY, A SCREAM FOR JUSTICE di Fulvio Bernasconi – Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, alla CIA vengono dati pieni poteri per rapire e torturare delle persone sospette. Una violazione flagrante dei trattati internazionali e dei diritti dell’uomo. A seguito di una rivelazione del Washington Post, il Consiglio d’Europa incarica il parlamentare svizzero Dick Marty di indagare su un presunto accordo esistente in proposito fra la CIA e i paesi europei. Questo documentario è la storia di questa indagine e il ritratto di una persona fuori dal comune: Dick Marty.

STILL RECORDING di Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub – Saeed è un giovane studente d’arte e appassionato cinefilo che cerca di insegnare l’arte del cinema ai giovani di Ghouta, in Siria. Il suo amico Milad vive dall’altra parte della barricata, a Damasco, sotto il controllo del regime. Milad decide di lasciare la capitale e raggiungere Said nella Ghouta assediata, dove i due mettono in piedi una stazione radio e uno studio di registrazione iniziando a filmare tutto ciò che li circonda, fino a quando un giorno sarà la videocamera a filmare loro.

 

Share your thoughts