FILM FESTIVAL DIRITTI UMANI LUGANO 2017

Al via il 10 ottobre la quarta edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano. Cinque giornate dedicate ai diritti umani al cinema. Per conoscere e riflettere sulle violazioni dei diritti umani. Per promuovere e diffondere la difesa della dignità umana in ogni sua manifestazione e soprattutto ovunque nel mondo. Per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani, vecchie e nuove, note o lontane dai riflettori dei media. Per raccontare grandi storie e dare voce alle più piccole. Per leggere il nostro tempo con uno sguardo globale, per mettere al centro l’uomo, i suoi diritti, la sua dignità, il rispetto per ogni singola vita al di là di ogni confine. Film che raccontano il mondo che ci circonda, che ci informano, che toccano le nostre coscienze, che ci spingono a vedere, a capire, ad agire.

 

PLASTIC CHINA di Jiu-liang Wang – La vita di Yi-Jieuna, una bambina cinese in un immensa discarica per la plastica. Una montagna enorme di rifiuti che dà da mangiare alle molte famiglie che dai villaggi si spostano verso le periferie delle megalopoli cinesi in cerca di lavoro. La Cina è la più grande discarica della plastica dell’Occidente. Il suo riciclo è una attività che in Cina coinvolge anche i bambini. I rifiuti del mondo avanzato diventano i loro giochi.

RISK di Laura Poitras – Uno sguardo ravvicinato, intimo e senza filtri al re degli hacker, il fondatore di WikiLeaks, l’uomo che ha fatto tremare i potenti del mondo, che ha cambiato il mondo del giornalismo nell’era 2.0. Chi è veramente Julian Assange? Una minaccia per la sicurezza internazionale? Un eroe? Un opportunista senza scrupoli? Una icona globale? Forse tutto questo insieme.

CITY OF GHOSTS di Matthew Heineman – La caduta della città di Raqqa nelle mani dell’ISIS ripresa di un un gruppo di coraggiosi cittadini. Raqqa is being slaughtered silently, il loro nome. Una potente testimonianza di un nuovo tipo di giornalismo digitale.

THE WORKERS CUP di Adam Sobel – Incidenti sul lavoro, morti bianche, condizioni di vita da profughi. Moltissime oramai le denunce di giornalisti e operatori umanitari sul costo dei mondiali di calcio in Qatar nel 2022: oltre un milione di lavoratori immigrati sottopagati, senza diritti e senza sicurezza.

THE BEAUTY AND THE DOG di Kaouther Ben Hania – Ispirato ad una storia realmente accaduta di corruzione, violenza e soprusi. La storia di Mariam, una giovane donna della Tunisia post rivoluzione, la Tunisia dell’Islam democratico. Una storia che come tante altre non ha trovato giustizia. Una storia di violenza sulle donne, di diritti negati, di dignità calpestata.

WEST OF JORDAN RIVER di Amos Gitai – Il regista torna nei territori occupati con un film che ritrae l’umanità di tutti i protagonisti coinvolti nella difficilissima convivenza, israeliani e palestinesi, che cercano di superare le conseguenze dell’occupazione. Una energia umana catartica per un cambiamento troppo a lungo atteso.

GAZA SURF CLUB di Philip Gnadt e Mickey Yamine – La comunità dei surfisti a Gaza City. Piccoli spazi di libertà sulle tavole da surf in un mare dove non passano più navi. La più grande prigione del mondo, quasi milioni di cittadini schiacciati  fra Israele e l’Egitto, isolati dal mondo esterno.

ANOTHER NEWS STORY di Orban Wallace – Un anno di riprese attraversando 5000 chilometri e nove paesi per guardare negli occhi dei rifugiati ma anche di chi ne racconta le storie, ne cattura lo smarrimento trasformandoli in notizie da prima pagina: i giornalisti.

THE GOOD POSTMAN di Tonislav Hristov – La delicata e commovente storia di Ivan, il postino di Great Dervent, un villaggio di poche anime ai confini tra Bulgaria e Turchia. Di lì, dopo la chiusura della rotta balcanica transitano migliaia di immigrati clandestini nel tentativo di entrare in Europa. Ivan ha un grande programma elettorale. Se diventerà sindaco ripopolerà il villaggio con i rifugiati siriani “perché questa gente è importante per noi … fuggono da una guerra noi dovremmo capirli meritano una chance”.

RETOUR di Valeria Mazzocchi – La storia di Jérôme Bastion, un corrispondente di Radio France Internationale (RFI) in Turchia. Una voce per i diritti civili e la libertà di parola, un giornalista empatico, professionale, completamente immerso nel Paese che racconta fino alla decisione di fronte alla svolta autoritaria di Erdogan di lasciare Istanbul e interrompere la sua attività di reporter.

 

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