IFFR 2019

Giunto alla sua 48ma edizione, l’International Film Festival di Rotterdam (IFFR) si distingue da sempre come una vetrina per nuovi talenti della cinematografia mondiale. 4 sezioni, retrospettive, focus tematici, una selezione particolarmente attenta alle più originali tendenze espressive della fiction e del documentario. Dal 23 gennaio al 3 febbraio il più atteso festival del cinema indipendente con oltre 500 film e documentari provenienti da oltre 50 paesi.

 

BRIGHT FUTURE – Film di nuovi talenti in anteprima mondiale o internazionale

CHÈCHE LAVI di Sam EllisonChèche lavi in creolo significa ‘cercare la vita’. Vendere tutto e partire, attraversare nascosto nel carico di un camion Brasile e il Perù per arrivare in Messico. Da lì il passo è breve per iniziare una nuova vita negli Stati Uniti. Ma ora c’è un muro ad impedirlo. Robens e James, due rifugiati haitiani fanno questa triste scoperta. Il ritratto di due giovani uomini sul punto di realizzare il loro sogno improvvisamente infranto. Delusione e rassegnazione all’ombra del muro in costruzione.

IL GIORNO CHE HO PERSO LA MIA OMBRA di Soudade Kaadan – Nella Siria dilaniata dalla guerra, la storia di Sana una giovane madre e della sua lotta per crescere suo figlio. Alla ricerca di mezzi di sopravvivenza, un giorno condivide un viaggio in taxi con Jalal e Reem. Tutti e tre vengono abbandonati in un villaggio dall’autista, presunto oppositore del regime. Uno sguardo originalissimo sulle conseguenze di una guerra che potrebbe essere ovunque, un road movie, una metafora potente e poetica.

MANTA RAY di Phuttiphong Aroonpheng – Dedicato ai rifugiati Rohingya morti in mare, il primo lungometraggio di Phuttiphong Aroonpheng, la storia di Nobi, un pescatore tailandese e della sua amicizia con il “senza nome”, un rifugiato privo di sensi, ferito e incapace di parlare, trovato su una spiaggia. Lo cura, lo chiama Thongchai, come un famoso cantante. Un giorno il pescatore esce in mare lasciando Thongchai da solo nella sua casa. A poco a poco, Thongchai inizia a vivere la vita del pescatore, la sua casa, il suo lavoro e la sua ex moglie. Una storia apparentemente semplice densa di magica poesia.

LA MISÉRICORDE DE LA JUNGLE di Joel Karekezi – Ambientato a Kivu, lungo il confine tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, l’odissea di due soldati ruandesi all’inizio del conflitto congolese. Il sergente Xavier, un veterano di conflitti etnici, e Faustin, una giovane recluta ansiosa di vendicare l’uccisione del padre e dei fratelli. Una notte, lasciati indietro da i loro compagni, per sfuggire alle milizie congolesi i due iniziano un viaggio attraverso pattuglie nemiche, mercenari, natura ostile. Prostrati da fame e malattie i due uomini diventano l’uno la salvezza dell’altro.

 

DEEP FOCUS – Retrospettive, classici restaurati e sezioni speciali per celebrare il cinema in tutta la sua immensa varietà.

ABOUT HIM OR HOW HE DID NOT FEAR THE BEAR di Nariné Mkrtchyan e Arsen Azatyan – Basata su eventi accaduti resi attraverso una fiction, la storia del massacro di sette membri di una famiglia armena nella città di Gyumri ad opera di un soldato russo. Il film si concentra sulle conseguenze di quell’avvenimento tragico e insensato. Il soldato omicida, Ivan, viene arrestato, ma Vahan e Sargis, due veterani di guerra chiedono vendetta. Il sacerdote, Avetis, al contrario, invita la comunità alla calma. Le immagini delle proteste che il folle gesto provocò, la trasposizione di quella storia in una rappresentazione per bambini dove Ivan, il nome del soldato omicida, viene ritratto come “il pazzo Ivan”, personaggio simbolico del folklore russo.

 

VOICES – Storie avvincenti, temi importanti.

CAPHARNAÜM di Nadine Labaki – Povertà, desolazione, abbandoni hanno segnato la vita del piccolo Zain, sullo sfondo delle baraccopoli libanesi. Condannato a cinque anni di reclusione per aver pugnalato “un figlio d’un cane”, Zain davanti al giudice dichiara di voler denunciare i suoi genitori per averlo fatto nascere. L’universo di Zain, comune a molti bambini di quell’area, crolla di fronte al fallimento del sogno di iniziare un’altra vita lontano, in Svezia, insieme a Rahil, una giovane etiope senza documenti, e a suo figlio Yonas, spingendolo a compiere un ultimo tragico gesto che ne segnerà per sempre il destino, facendogli desiderare di non essere mai nato.

A LAND IMAGINED di Yeo Siew Hua – Ambientata a Singapore la storia del detective Lok sulle tracce di Wang, un lavoratore immigrato solo ed alienato, scomparso misteriosamente. Wang frequentava un cybercafé notturno dove aveva iniziato una amicizia virtuale con un ambiguo giocatore, fino al giorno della sua inspiegabile scomparsa. Un dramma neo-realista in chiave noir.

BIRDS OF PASSAGE di Cristina Gallego e Ciro Guerra – La nascita del narcotraffico in Colombia, il devastante ventennio tra gli anni Sessanta e gli Ottanta con le sanguinarie guerre tra le fazioni rivali, la forza delle donne della comunità indigena di Wayuu di combatterlo.

WIDOW OF SILENCE di Praveen Morchhale – Ambientato in Kashmir il film racconta la storia di Aasia lavora come infermiera in un ospedale del Kashmir per mantenere sua figlia di dodici anni e l’inferma suocera. Suo marito è stato arrestato e non è mai più tornato. Da sette anni Aasia, che cerca di ottenere il certificato di morte, è alla mercé di un funzionario pubblico senza scrupoli. Violenza sessuale, corruzione, umiliazione descrivono una situazione diffusa della penosa regione indiana.

HOUSE OF MY FATHERS di Suba Sivakumaran – Nello Sri Lanka due villaggi, abitati rispettivamente da cingalesi e tamil, in guerra da sempre, sono divisi dal filo spinato. Le due comunità rischiano l’estinzione, gli anziani del villaggio decidono che devono accettare il sacrificio della promiscuità. Asoka e Ahalya sono i prescelti, rappresentano i due gruppi etnici vittime di una feroce guerra durata vent’anni. Traumi e memorie collettive riemergono in cornice narrativa che è magica e realista al tempo stesso.

 

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