KRAKOW FILM FESTIVAL 2018

58 edizioni per il Cracovia Film Festival, uno dei primi e più consolidati festival in Europa dedicato al cinema documentario capace di cogliere le trasformazioni politico-sociali del mondo contemporaneo. Dal 27 maggio al 3 giugno, 8 giorni di festival con 250 film da tutto il mondo; registi noti e giovani talenti saranno presenti in 4 sezioni in concorso – documentari internazionali, documentari nazionali, cortometraggi internazionali, documentari internazionali musicali – 12 sezioni non competitive.

 

DOCUMENTARI INTERNAZIONALI

DEBUT di Anastasiya Miroshnichenko – Undici detenute di una prigione in Bielorussia partecipano a una rappresentazione teatrale. Le prove si rivelano un momento terapeutico per madri, mogli, figlie da tempo dietro le sbarre, un parentesi di vita “reale” fuori dalla routine della vita in carcere e dal loro passato criminale.

OF FATHER AND SONS di Talal Derki – Il regista torna nella sua terra, in Siria, per girare un documentario sulla nascita del Califfato. Ritraendo la quotidianità del generale Abu Osama, leader di al Nusra e di suo figlio Osama, Talal Derki vive da vicino cosa voglia dire crescere in un Califfato islamico, dove le scuole non esistono più, l’istruzione significa recitare il Corano a memoria e le favole parlano della gloria dei martiri.

OVER THE LIMIT di Marta Prus – Uno dei documentari più forti del 2017, il ritratto dell’apparato sportivo della Russia di Putin e delle manipolazione dei suoi atleti attraverso Rita, una giovane ginnasta chiamata a rappresentare il suo Paese alle Olimpiadi in Brasile. Lo sforzo fisico è al massimo, la tensione psicologica oltre ogni limite…

THE DEMINER di Hogir Hirori Shinwar Kamal – Nel caotico Iraq post Saddam Hussein Fakhir rimuove con le sue mani mine e bombe in una roulette in cui la morte aumenta ogni volta le sue possibilità di riuscita. Nel 2014, dopo aver perso una gamba, Fakhir inizia a collaborare con i Peshmerga curdi, stanando trappole esplosive lasciate dall’IS nell’area di Mosul.

THE RAPE OF RECY TAYLOR di Nancy Buirski – Anni Quaranta, Alabama. Una giovane contadina di colore vittima di uno stupro da parte di una gang di bianchi. Una denuncia storica degli abusi sulle donne di colore, la testimonianza coraggiosa di una vittima, una ricostruzione storica che approda al ruolo di Rosa Parks nella questione razziale in America.

THE STARS OF STERN di Gad Abittan – Il ritratto di un quartiere multiculturale di Gerusalemme, la costruzione di nuovi edifici, la sua inesorabile trasformazione con l’arrivo degli ebrei ortodossi.

 

DOCUMENTARI NAZIONALI

A MINOR GENOCIDE di Natalia Koryncka – Tre generazioni di donne sono le protagoniste di questo documentario di animazione. Teresa Ferenc aveva 9 anni quando il suo villaggio fu distrutto. Lei è una poeta, la figlia, Anna Janko, una scrittrice. Una storia di guerra il filo che unisce le tre donne, un trauma che diventa familiare di madre in figlia.

I GREW UP AS YOU SLEPT di Marcin Sauter – Un duro ritratto della Bielorussia e della sua “intelligentsia”, lacerata dalla nostalgia dell’infanzia, l’indifferenza per il presente e l’apatia verso il futuro, malgrado gli ottimistici proclami del presidente Lukashenko.

 

WORLD STORIES

MA’OHI NUI, IN THE HEART OF THE OCEAN MY COUNTRY LIES di Annick Ghijzelings – Le due facce della Polinesia, paradiso turistico dalla cultura esotica e terra di test nucleari. Dal 1966 al 1996 sugli atolli polinesiani francesi di Moruroa e Fangataufa, vicino a Tahiti, la Francia ha effettuato test nucleari. I Ma’ohi, il popolo di Tahiti, non sono riusciti ad opporsi, finendo inesorabilmente con il perdere la loro identità culturale man mano che la Francia comprava le loro terre.

DYING TO TELL di Hernán Zin – La storia di Dan Eldon, un fotografo di 22 anni ucciso in Somalia nel 1993, dove fotografò la guerra e la carestia del Paese. Chiamato a testimoniare su un raid americano responsabile della morte di 70 persone, il giovane Dan e altri tre giornalisti persero la vita in una imboscata per mano di un commando somalo.

 

SOMEWHERE IN EUROPE

ASHCAN di Willy Perelsztejn – La maggior parte della gente ne ha sempre ignorato l’esistenza. Ashcan è la prigione dove i più famigerati criminali nazisti hanno atteso il processo di Norimberga.

FAITH HOPE LOVE di Katja Fedulova – Dopo venti anni la regista decide di tornare in Russia, sua terra natale, da cui è andata via all’età di 18 anni. Un viaggio alla scoperta dell’universo femminile della Russia di Putin.

 

FESTIVAL WINNERS

MUHI – GENERALLY TEMPORARY di Tamir Elterman e Rina Castelnuovo-Hollander – La commovente storia di Muhi, un bambino di sette anni che ha passato tutta la sua vita in un ospedale israeliano, isolato dal mondo esterno e dai suoi genitori che vivono a Gaza.

FACING MECCA di Jan-Eric Mack – Una storia di spietata burocrazia e di umana accoglienza. Fareed è un rifugiato siriano in Svizzera. Alla morte della moglie scopre di non poterla seppellire secondo il rito musulmano : le tombe non sono rivolte verso la Mecca. Rodi, un pensionato svizzero, ha un piano per aiutarlo.

LICU. A ROMANIAN STORY di Ana Dumitrescu – Licu ha 92 anni, vive da solo in una casa piena di fotografie. Ha vissuto la guerra, la pace, il comunismo, la rivoluzione, la controrivoluzione. Il ritratto di una persona comune la cui storia personale ricalca la storia del suo Paese.

FOREIGN LAND di Shlomi Eldar – Israeliani e palestinesi. Potranno mai vivere in pace l’uno accanto all’altro? Il regista incontra l’attore arabo Ghassan Abbas, un tempo una star della televisione israeliana. Entrambi alienati dalla realtà conflittuale in cui versa Israele, un Paese che non vuole più ascoltare i reportage giornalistici di Shlomi Eldar dalla Palestina. In piena crisi professionale i due si rassegnano all’idea di emigrare.

 

POLISH PANORAMA

ABORTED MISSION di Petro Aleksowski – La storia di due veterani dell’Afghanistan, segnati a vita nel corpo e nella mente. Per Tomek la guerra era la possibilità di chiudere con il passato di una infanzia difficile, per Franek di lasciare la famiglia. Uno sguardo da vicino al contingente polacco in Afghanistan.

 
FOCUS ESTONIA

È l’Estonia, nel centenario della sua indipendenza, l’ospite speciale del Cracovia Film Festival 2018. Sei documentari per conoscere i tratti meno noti di questo Paese e del suo popolo.

RODEO. TAMING A WILD COUNTRY di Raimo Jõerand e Kiur Aarma – La storia delle prime elezioni libere dell’Estonia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1992 Mart Laar viene eletto a soli 32 anni diventando il più giovane Primo Ministro d’Europa. A lui spetta traghettare il Paese fuori dal passato sovietico.

SOVIET HIPPIES di Terje Toomistu – Arriva dall’Estonia la storia degli hippies nell’ex URSS. Per loro c’era molto di più in gioco che il potere dei fiori e le mode spirituali del momento. Ogni anno a Mosca si celebra un raduno poco noto. Eccentrici gruppi di hippie da diverse parti d’Europa si incontrano a Mosca per commemorare quel tragico 1 giugno del 1971 quando migliaia di hippies furono arrestati dal KGB.

COME BACK FREE di Ksenia Okhapina – Il ritratto poetico della vita quotidiana in un piccolo villaggio della Cecenia flagellato dalla guerra. Riti religiosi e lapidi del cimitero echeggiano ancora il richiamo alla guerra. “Come back free”,  “Che tu possa fare ritorno libero”, il saluto per i ceceni che vanno in guerra.

 

DRAGON OF DRAGONS, il premio che il festival assegna ogni anno a un regista con una sua retrospettiva.

VICTORY DAY di Sergei Loznitsa – Una grande folla si riunisce ogni anno, il 9 maggio, intorno al Memoriale sovietico a Berlin-Treptow. Molti indossano l’uniforme militare sovietica, portano la bandiera e il ritratto di Stalin. Tra canto e danze, celebrano la vittoria dell’URSS sulla Germania nazista.

 

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