ODESSA FILM FESTIVAL 2018

Dal 13 al 21 luglio la nona edizione dell’OIFF, l’Odessa International Film Festival, il più importante festival cinematografico dell’Ucraina e uno dei principali dell’Europa dell’Est. Come di consueto, un’occasione unica per lo sviluppo e la promozione dell’industria cinematografica nazionale nei circuiti internazionali e un appuntamento insostituibile per l’audience nazionale. Articolato in tre sezioni competitive, internazionale, nazionale e documentari europei, il programma dell’OIFF offre cinema indipendente e art-house, con un occhio attento alle più promettenti espressioni del panorama cinematografico ucraino, caratterizzato negli ultimi tempi da una ritrovata vitalità.

 

COMPETIZIONE INTERNAZIONALE

BIRDS OF PASSAGE di Cristina Gallego e Ciro Guerra – La nascita del narcotraffico in Colombia, il devastante ventennio tra gli anni Sessanta e gli Ottanta con le sanguinarie guerre tra le fazioni rivali, la forza delle donne della comunità indigena di Wayuu di combatterlo.

VOLCANO di Roman Bondarchuk – Il mondo della Ucraina del sud a metà tra passato e presente in un film tragicomico. La storia di Lukas, un interprete dell’OSCE che si perde nel mezzo della steppa, nel Sud dell’Ucraina, in una terra di nessuno abitata da personaggi assurdi quanto bizzarri. Un lavoro a metà fra fiction e documentario, fra tragedia e commedia.

 

COMPETIZIONE NAZIONALE

TERA di Nikon Romanchenko – Lyuba, una donna operaia, una vita routinaria fino al giorno in cui perde le tracce di suo figlio impegnato a est del Paese, sul fronte di guerra.

WHEN THE TREES FALL di Marysia Nikitiuk – In un villaggio sperduto nella Ucraina orientale, una storia di razzismo e povertà all’interno di una famiglia le cui relazioni reciproche sono governate dalla violenza, sullo sfondo di una trama di intrighi criminali, passioni adolescenziali e condizione femminile nello spazio post-sovietico.

 

COMPETIZIONE DOCUMENTARI EUROPEI

69 MINUTES OF 86 DAYS di Egil Håskjold Larsen – La crisi globale dei rifugiati vista con gli occhi di Lean, una bambina siriana di tre anni in viaggio con la sua numerosa famiglia verso la Svezia. Grecia, Macedonia, Ungheria, Austria, Germania. Le terribili prove di una famiglia vittima di un’atroce guerra e di un viaggio impossibile negli sguardi e le smorfie di una bambina che sogna di andare dal nonno e di imparare a nuotare.

HOME GAMES di Alisa Kovalenko – Un viaggio autobiografico nel passato sovietico dell’Ucraina, nell’era Brezhnev, quando alle donne era proibito giocare a pallone. In Ucraina fu solo con la perestrojka che fu fondato il primo club calcistico femminile; uno sport praticato a livello agonistico da circa 200 donne prive di sponsor, ingaggi e attenzione mediatica.

 

FESTIVAL OF FESTIVALS

COLD WAR di Pawel Pawlikowski – Ambientato negli anni 50 tra la Polonia, la Jugoslavia, Berlino e Parigi, la storia d’amore impossibile tra una donna e due uomini sullo sfondo degli spettacoli del famoso gruppo musicale Mazowsze, creato nel 1948 dal Ministero della Cultura nei paesi del blocco comunista. Ballerini, coristi, musicisti, i Mazowsze vivono la Guerra fredda come esperienza politica e personale nelle loro performance.

DONBASS di Sergei Loznitsa – La guerra civile in Ucraina la spaccatura del Paese tra nazionalisti filo russi e filo occidentali. Un feroce conflitto in un Paese dove la propaganda viene presentata come verità e la macchina delle fake news costruisce narrazioni nazionaliste, violente, brutali.

THREE FACES di Jafar Panahi – Tre donne, tre attrici, una affermata, una emergente e una reietta dopo la rivoluzione khomeinista. Un film al femminile sul cinema, strumento di denuncia del potere, veicolo di cambiamento contro l’oscurantismo, motore di speranza nella complessa società iraniana.

HUMAN FLOW di Ai Weiwei – Un anno di riprese in ventitré Paesi, tra cui l’Italia, il Messico, l’Afghanistan, la Grecia, la Germania, la Turchia. 244 milioni sono i migranti stimati al mondo, oltre 38 milioni i profughi interni, sfollati, quasi 60 milioni i rifugiati. Il più grande spostamento umano dalla Seconda guerra mondiale.

 

SPECIAL SCREENINGS

CACOPHONY OF DONBASS di Igor Minaiev – La creazione del mito del Donbass esplorata attraverso materiale d’archivio, filmati e interviste a chi abitava nella regione prima della guerra.

 

Share your thoughts