SARAJEVO FILM FESTIVAL 2018

Fondato nel 1995 per restituire a Sarajevo la sua tradizione di città cosmopolita, dopo gli anni della guerra e l’isolamento del lungo assedio, il Sarajevo Film Festival, il più importante e seguito festival della regione, offre anche quest’anno, alla sua 24esima edizione dal 10 al 17 agosto, un ricco programma di film e documentari in anteprima mondiale ed internazionale provenienti dall’Europa centro-orientale. Articolato in numerose sezioni, il festival ospita quattro competizioni, Feature Film, Competition Documentary Film, Competition Short Film, Student, e sezioni tematiche tra cui Dealing with the Past, Human Rights Day, In Focus, Kinoscope, Avant Premieres.

 

COMPETITION FEATURE FILM

THE LOAD di Ognjen Glavonic – La storia di Vlada, autotrasportatore per la NATO durante il bombardamento della Serbia nel 1999. Vlada trasporta un misterioso carico dal Kosovo a  Belgrado attraversando Paese profondamente ferito dalla guerra.

LEMONADE di Ioana Uricaru – Una storia di corruzione, patriottismo e abuso di potere messa in scena attraverso la storia tormentata di una infermiera rumena Mara, moglie di un cittadino americano che aspetta di ricevere la Green Card. 

 

COMPETITION DOCUMENTARY FILM

ARAF di Didem Pakün – Un road movie tra Sarajevo, Srebrenica e Mostar. Il ritorno dall’esilio di Nayia per le celebrazioni del ventiduesimo anniversario del genocidio di  Sbrebrenica.

BEFORE FATHER GETS BACK di Mari Gulbiani – In un remoto villaggio della Georgia, nell’aula di una scuola alcuni bambini scoprono il fascino della macchina da presa. Per Iman ed Eva, due bambine musulmane, l’esperienza sarà l’inizio di una svolta esistenziale. Inizieranno a filmare la vita quotidiana del loro villaggio, stretto nella morsa della arretratezza e della minaccia jihadista.

EASY LESSONS di Dorottya Zurbó – Kafia viene dalla Somalia, ha vent’anni, studia l’ungherese a Budapest. La scoperta del suo corpo senza velo, l’emancipazione della sua famiglia, le ambizioni di diventare una modella. L’ingresso nel mondo degli adulti di una giovane immigrata che è anche il suo personale percorso di integrazione e assimilazione con la cultura europea. Un cammino alla scoperta di sé che porterà Kafia a lasciarsi alle spalle i condizionamenti religiosi e culturali imposti dalle sue origini.

90 SECONDS IN NORTH KOREA di Ranko Paukovic – Un interessante spaccato della vita nel Paese più chiuso al mondo, la Corea del Nord vista oltre e lontano dalle parate di regime, le minacce nucleari, la paura e l’oppressione.

NINE MONTH WAR di Lászlo Csuja – Ambientata sullo sfondo della guerra russo-ucraina, la storia Jani, un ragazzo della comunità ungherese che vive con la madre in un piccolo  villaggio dell’Ucraina occidentale. Per sfuggire all’amore oppressivo della madre e al tedio della quotidianità Jani decide di entrare nell’esercito nazionale ucraino e andare a combattere per la causa ucraina.

SRBENKA di Nebojša Slijepčević – Una rappresentazione teatrale come una catarsi, una terapia collettiva per spezzare il circolo vizioso della vendetta. Nelle scuole croate di oggi gli studenti serbi sono considerati “i nemici”. Nebojša Slijepčević entra in una di queste e mette in scena con gli studenti “the Zec affair”, la storia vera di Aleksandra Zec, una ragazza serba orribilmente pestata nel 1991, vittima del clima di odio incontrollabile tra serbi e croati.

 

DEALING WITH THE PAST, opere che si sono confrontate con dolorosi eventi della storia più recente.

CHRIS THE SWISS di Anja Kofmel – Ambientata in Croazia, al tempo delle guerre jugoslave, la misteriosa scomparsa di Chris, un giovane giornalista svizzero trovato morto con indosso l’uniforme di una milizia internazionale. Un film che cerca di gettare luce su quell’evento e sulla vita del giornalista.

I DO NOT CARE IF WE GO DOWN IN HISTORY AS BARBARIANS di Radu Jude – Nel 1941 l’esercito rumeno si rese responsabile di una operazione di vera e propria pulizia etnica lungo il fronte orientale. Un giovane artista, un direttore di teatro, progetta di ricostruire l’evento attraverso una pièce teatrale nella città di Bucarest per esplorare una nazione e i suoi conti con la propria storia.

OCCUPATION 1968 di E. Moskovina, L. Dombrovszky, M. Szymkow, E. Scheidt, S. Komandarev – Nell’anniversario della occupazione della Cecoslovacchia cinque registi producono cinque cortometraggi per raccontare quei drammatici eventi da diverse posizioni.

THE OTHER SIDE OF EVERYTHING di Mila Turaljic – Un appartamento di Belgrado diviso in due da oltre trent’anni, anni in cui si è consumata la guerra civile e la dissoluzione della ex Jugoslavia. Srbijanka, un attivista politico di rilievo di quegli anni, vive ancora nella metà di quell’appartamento, con una porta rimasta chiusa, simbolo di un Paese vittima di una perenne instabilità.

 

HUMAN RIGHTS DAY

WHEN WAR COMES di Jan Gebert – Un inquietante ricostruzione della nascita della organizzazione paramilitare slovacca “Slovenski Branci”, affermatasi in breve tempo nel silenzio delle istituzioni politiche.

 

IN FOCUS

THE MARRIAGE di Blerta Zeqiri – L’inquieta e mutevole società kosovara fa da sfondo a un film politico e sentimentale al tempo stesso. Il matrimonio imminente di Bekim e Anita, i corpi dei genitori di lei in viaggio dalla Serbia, dove la guerra li ha uccisi, l’arrivo di Nol dalla Francia, la passione che riesplode tra i due vecchi amici.

NEVER LEAVE ME di Aida Begic – Orfani siriani e bambini rifugiati in Turchia. Isa, Ahmad e Mumtaz sono tre piccoli rifugiati che finiscono in un orfanotrofio nella multietnica città di Sanliurfa. Muataz sogna di diventare una star della televisione, Ahmad è ossessionato dalla figura del padre, militare combattente. Isa convince i due a saltare la scuola e a vendere fazzoletti di carta per strada. Il loro piccolo business minaccia Karaca, un fannullone a cui Isa deve dei soldi.

 

KINOSCOPE, opere cinematografiche caratterizzate per l’originalità della messa in scena.

THEATRE OF WAR di Lola Arias – Sei veterani, argentini e inglesi, della guerra delle Falklands si incontrano dopo trentacinque anni per mettere in scena le loro personali memorie di guerra. Un esperimento catartico di esperienze personali che danno vita alla rielaborazione collettiva della guerra tra ex nemici.

 

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