Non ci sono confini tra la biancheria intima. Ironicamente, un sexy shop apre e chiude SMUGGLING HENDRIX, il debutto cinematografico del regista cipriota Marios Piperides, vincitore del premio Best International Narrative al Tribeca Film Festival.

Il confine che divide Cipro nella Repubblica turca di Cipro del Nord e la Repubblica di Cipro, una bizzarra situazione politica che si protrae dal 1974, fa da sfondo a una commedia che già dalle prime scene si rivela molto divertente.

Yiannis (Adam Bousdoukos) è un giovane musicista che non sembra avere un piano B: è senza soldi, ancora preso dalla sua ex e indebitato con brutti ceffi del posto. Invece viene fuori che un piano B ce l’ha: un volo per i Paesi Bassi fra tre giorni. Ma tutto sembra andare in frantumi quando Jimi, il suo vivace cagnolino scappa e attraversa la Green Line, l’infame confine tra le due parti dell’isola. È chiaro da subito che il film va a toccare questioni politiche sensibili.

Dal 1964, appena quattro anni dopo il riconoscimento della Repubblica indipendente di Cipro con il Trattato di Zurigo, prima le forze di pace britanniche poi le Nazioni Unite mantengono una zona cuscinetto per evitare conflitti tra le due etnie. Gli scontri armati del 1963 e l’invasione turca di Cipro del 1974 hanno costretto le Nazioni Unite a mantenere il confine chiuso fino al 2003. Oggi è possibile superarlo ma Nicosia resta la sola capitale al mondo ad essere divisa e solo Dio non avrebbe problemi a viverci.

Piperides utilizza personaggi-tipo dell’Europa sud-orientale, collocandoli tuttavia all’interno  di singolari vicende personali e politiche. Yiannis è il prototipo dei millennials, un giovane con molti interessi ma poco adatto, all’apparenza, a lavorare. Un solo obiettivo: lasciare Cipro per volare verso i Paesi Bassi, lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare una nuova vita.

Hasan (Faith Al), un turco cipriota che vuole aiutare Yiannis, vive l’incubo di tutti i rifugiati: non ha documenti, una famiglia da mantenere nella parte turca dell’isola, Tuberk (Özgür Karadeniz), un uomo losco, un faccendiere che vive nella zona occupata dai turchi, abile a risolvere ogni intoppo, dietro adeguato compenso. Ma muovendosi nella illegalità Tuberk è un fuorilegge nel territorio europeo e quindi nella stessa infelice situazione di Yianis e Hasan. Nel 1964, Peter Young, il comandante delle forze di pace britanniche, tracciò una linea verde su una mappa decidendo cosi dove doveva passare il confine tra turchi e  greci ciprioti.

SMUGGLING HENDRIX ci rende una efficace rappresentazione dell’impatto che ancora oggi quel gesto produce. Passare dalla Cipro europea a quella turca significa attraversare uno Stato che è parte della Unione europea (dal 2004) a uno che lotta per la propria sopravvivenza economica. Non è tuttavia la situazione in cui versa la Repubblica turca di Cipro del Nord, il punto di osservazione di Piperides, quanto quella ‘terra di nessuno’ che chiamiamo Green Line. Mentre cerca di far passare rientrare illegalmente il suo Jimi,  Yiannis si imbatte in tutto ciò che c’è dietro la bandiera  delle Forze di Pace delle Nazioni Unite a Cipro: recinti, fango e assurdità.

Tra Yiannis e Hasan c’è un rapporto di forza all’interno della sempre attuale questione della identità nazionale. Condividono, casualmente, i ricordi della stessa casa – quella in cui Hasan vive con la famiglia è stata la casa di Yiannis, probabilmente prima della invasione turca del 1974. È casa sua, ma anche di Hasan, ed entrambi vivono probabilmente in diversi luoghi da quelli di appartenenza come gli sfollati di oggi.

Lo sviluppo della trama comunica un certo senso di ansia, l’urgenza del tempo perché le due parti in causa continuano a rinviare i (già più volte impallinati) negoziati per una soluzione della difficile situazione in cui vive la popolazione di Cipro. Dopo il fallimento di Piano di Kofi Annan bocciato dal referendum del 2004, con cui si chiedeva sia ai greci che ai turchi di esprimersi sulla riunificazione dell’isola, con i primi in maggioranza contrari (oltre i tre quarti), mentre i turchi ciprioti si sono espressi a favore (65%), non c’è stata più alcuna ripartita, solo una girandola di scaramouche e accuse reciproche.

Divide et Impera, ma chi impera?

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