Toronto International Film Festival 2018

TORONTO FILM FESTIVAL 2018

Dal 6 al 16 settembre il Canada celebra il cinema con la 43esima edizione del Toronto International Film Festival, top rate tra i festival cinematografici mondiali. Un ricchissimo programma di 21 anteprime mondiali, 7 internazionali, 30 presentazioni speciali, numerosi eventi dedicato al mondo del cinema, ai suoi nuovi talenti, alla video arte e alla produzione televisiva.

 

CONTEMPORARY WORLD CINEMA

SEW THE WINTER TO MY SKIN di Jahmil X.T. Qubeka – Anni Cinquanta, l’apartheid in Sud Africa. Le prime repressioni dell’apartheid, la caccia all’uomo, John Kepe, un noto fuorilegge che per decenni ha derubato i coloni bianchi del loro bestiame per aiutare gli indigeni sfuggendo alla cattura delle autorità. Un eroe per gli indigeni, un bandito da annientare per i bianchi.

THE GREAT DARKENED DAYS di Maxime Giroux – Una donna vive in uno scantinato con un’altra donna che considera il suo cane, il direttore di un circo si improvvisa torturatore per addestrare potenziali informatori. Questi ed altri personaggi nella inquietante e coraggiosa allegoria sui nostri tempi attraverso la figura di  Philippe, un attore del Quebec bloccato in un indefinito Stato americano, circondato da povertà e disordine morale. Uno sconosciuto leader politico conduce per radio la battaglia dell’odio etnico, una campagna persecutoria condivisa da tutta la popolazione di cui sarà vittima anche Philippe a causa del suo accento. Una riflessione sulle condizioni sociali e morali che generano il fascismo.

THE SWEET REQUIEM di Ritu Sarin e Tenzing Sonam – Una storia di rifugiati, ricordi dolorosi, fughe. Dolkar è una giovane tibetana alle prese con le difficoltà della vita di un immigrato. Vive a Dehli dove inaspettatamente incontra una figura del suo passato, un uomo legato al viaggio che l’ha portata in India. Dolkar aveva solo otto anni quando i suoi genitori lasciarono il Tibet alla ricerca di un luogo più sicuro dove vivere. Quell’uomo ne è stato il responsabile.

 

DISCOVERY – Il futuro del cinema mondiale

AKASHA di Hajooj Kuka – Una commedia, un triangolo amoroso sullo sfondo della guerra civile in Sudan. Dal 2011, anno in cui scoppia, la guerra tra i ribelli e le forze militari di Khartum si fermano solo davanti al fango. Nella stagione delle piogge i ribelli tornano dalle loro famiglie deponendo le armi, seppur per poco.

FIG TREE di Aäläm-Wärqe Davidian – Ambientato ad Addis Abeba nel 1989 alla fine della guerra in Etiopia, la storia di Mina, una ragazza di origini israeliane che cerca di salvare Eli, il suo fidanzato cristiano dall’essere arruolato nell’esercito di Mengistu prima di lasciare il Paese per tornare in Israele dalla madre.

ICEBOX di Daniel Sawka – Oscar ha 12 anni. Per sfuggire alla violenza della strada decide di lasciare la sua famiglia e il suo Paese, l’Honduras. Diretto negli Stati Uniti, da uno zio che conosce a malapena, Oscar viene identificato da un drone e portato in un centro di detenzione per immigrati lungo il confine, soprannominato Icebox, per via del freddo al suo interno.

JIRGA di Benjamin Gilmour – Ambientato tra Pakistan e Afghanistan, immerso nella cultura degli afghani musulmani,  la storia di Mike, un ex soldato australiano, che ritorna in Afghanistan per affrontare i suoi fantasmi, una famiglia a cui ha fatto del male tre anni prima. Con una decisione risoluta ma gravida di conseguenze, Mike decide di rimettersi nelle mani della Jirga, la giustizia del villaggio.

THE LOAD di Ognjen Glavonic – La storia di Vlada, un uomo di famiglia di poche parole. Fa l’autotrasportatore, un giorno durante il bombardamento NATO della Serbia nel 1999 riceve l’incarico di condurre un misterioso trasporto dal Kosovo a Belgrado. Un viaggio attraverso un Paese profondamente colpito dalla guerra, dove le ferite delle persone si intrecciano con le ferite dei paesaggi.

MANTA RAY di Phuttiphong Aroonpheng – Dedicata ai rifugiati Rohingya morti in mare, la storia di Nobi, un pescatore tailandese e della sua amicizia con il “senza nome”, un rifugiato privo di sensi, ferito e incapace di parlare, trovato su una spiaggia. Lo cura, lo chiama Thongchai, come un famoso cantante. Un giorno il pescatore esce in mare lasciando Thongchai da solo nella sua casa. A poco a poco, Thongchai inizia a vivere la vita del pescatore, la sua casa, il suo lavoro e la sua ex moglie.

THE DAY I LOST MY SHADOW di Soudade Kaadan – Nella Siria dilaniata dalla guerra, la storia di Sana una giovane madre e della sua lotta per crescere suo figlio. Alla ricerca di mezzi di sopravvivenza, un giorno condivide un viaggio in taxi con Jalal e Reem. Tutti e tre vengono abbandonati in un villaggio dall’autista, presunto oppositore del regime.

THE MERCY OF THE JUNGLE di Joel Karekezi – Ambientato a Kivu, lungo il confine tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo, l’odissea di due soldati ruandesi all’inizio del conflitto congolese. Il sergente Xavier, un veterano di conflitti etnici, e Faustin, una giovane recluta ansiosa di vendicare l’uccisione del padre e dei fratelli. Una notte, lasciati indietro da i loro compagni, per sfuggire alle milizie congolesi i due iniziano un viaggio attraverso pattuglie nemiche, mercenari, natura ostile. Prostrati da fame e malattie i due uomini diventano l’uno la salvezza dell’altro.

SAF di Ali Vatansever – I costi umani dello sviluppo metropolitano della città di Istabul attraverso la storia di una giovane coppia che lotta per mantenere vivi i propri ideali. Kamil, ventotto anni, è costretto ad accettare il lavoro di operaio alla guida della ruspa che costringe gli abitanti di vecchi quartieri a lasciare il posto a nuove e moderne costruzioni. Lavora per pochi soldi, meno dei suoi colleghi turchi, tanto quanto guadagnava un rifugiato siriano di cui ha preso il posto. La moglie, Remziye, lavora come domestica presso una agiata famiglia borghese. Il suo ottimismo e la sua resistenza svaniscono man mano che il lavoro del marito diventa sempre più pericoloso. Uno spaccato impietoso e crudele del nuovo volto della Turchia moderna.

SCREWDRIVER di Bassam Jarbawi – Dopo aver passato dieci anni in carcere per un attentato contro un colono israeliano, Ziad cerca di ricominciare la sua vita a Ramallah. I suoi amici sono andati via, la tecnologia è cambiata e con essa la vita delle persone. Ziad è ancora ritenuto un eroe per il suo gesto, ma è solo, senza istruzione né un lavoro.

TEL AVIV ON FIRE di Sameh Zoabi – Salam, un giovane palestinese, diventa lo scrittore di una soap opera di successo palestinese. Un giorno, al checkpoint di Ramallah, incontra Assi, un soldato israeliano con cui inizia una conservazione sul finale che dovrebbe avere la soap. Per Assi la sceneggiatura è troppo anti-israeliana.

 

TIFF DOCS – Il meglio dei documentari da tutto il mondo

AMERICAN DHARMA di Errol Morris – Il ritratto di Steve Bannon, il capo stratega e coordinatore della campagna elettorale di Donald Trump. Sorprendentemente estromesso da ogni incarico, Steve Bannon si presenta oggi come il nuovo guru della destra populista e nazionalista europea.

ANGELS ARE MADE OF LIGHT di James Longley – Il ritratto toccante e profondo di un gruppo di studenti afgani che resistono alle drammatiche vicende del loro Paese. Sohrab, che trova sollievo nei libri, Nabiullah, che insieme al padre, un ex Mujahedeen, porta avanti tra mille difficoltà una bancarella di prodotti alimentari, mentre i loro insegnanti ricordano il loro Paese prima dei talebani, prima delle guerre tribali, prima che l’Afghanistan diventasse un altro prodotto della Guerra fredda. L’immagine di una città, Kabul, che pur tra povertà e instabilità irradia speranza.

GRAVES WITHOUT A NAME di Rithy Panh – Un uomo a tredici anni ha perso tutta la sua famiglia sotto il regime dei Khmer rossi. Dopo tanti anni va alla ricerca delle tombe dei suoi familiari attraversando villaggi irriconoscibili, imbattendosi nel silenzio di testimoni ancora spaventati, ma i cui racconti contribuiscono a mantenere viva la memoria storica dei crimini commessi dai Khmer, ancora oggi poco documentati.

MEETING GORBACHEV di Werner Herzog e André Singer – Sei mesi di interviste con il padre della perestroika. Oggi Gorbachev ha 87 anni e parla come un uomo che non ha più nulla da perdere. Più amato e rispettato all’estero che in Russia, l’ex Segretario del PCUS ricostruisce la sua ascesa nel partito comunista fino ai negoziati sul nucleare con l’America di Ronald Reagan.

REASON di Anand Patwardhan – Diviso in otto capitoli la ricostruzione della trasformazione dell’India, fino a poco tempo fa la più grande democrazia secolare, in  un Paese lacerato da tensioni etniche e nazionalismo religioso. Dalle uccisioni di Narendra Dabholkar, che combatteva la “fede cieca”, e di Govind Pansare, attivista politico impegnato nella campagna contro le caste. Attraverso interviste e filmati d’archivio il film è una denuncia delle crescenti violenze perpetrate dal “partito dei religiosi” nel tentativo di trasformare l’India in uno Stato induista.

 

MASTERS – Le ultime opere dei più acclamati registi indipendenti

DIVINE WIND di Merzak Allouache – Un uomo e una donna hanno un compito da portare a termine: un’azione armata contro una raffineria petrolifera nel deserto algerino. Amine e Nour non si conoscevano prima, il loro legame diventa sempre più profondo, mettendo a rischio la missione. La forza dell’amore in una storia poetica quanto politica.

 

SPECIAL PRESENTATIONS – Film e registi di spicco

22 JULY di Paul Greengrass – La ricostruzione di quel 22 luglio 2011, quando Anders Behring Breivik, giovane norvegese simpatizzante di estrema destra, compie due attentati terroristici destinati a lasciare una ferita indelebile nella società norvegese. Dopo aver fatto esplodere un’autobomba nel centro Oslo, il giovane si sposta sull’isola di Utøya dove spara a un gran numero di giovani del Summer Camp per ragazzi del Labour Party.

 

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