TRANSILVANIA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2018

Il 25 maggio a Cluj-Napoca si apre la 17esima edizione del Transilvania International Film Festival, che si preannuncia anche quest’anno un evento di estrema vitalità per il cinema dell’Europa dell’Est, da tempo oramai non più considerato marginale dal pubblico festivaliero e della industria cinematografica internazionale. 35 i film in concorso, 13 lungometraggi e 22 cortometraggi. Numerosissime le sezioni tematiche del TIFF 2018 tra cui un focus dedicato al cinema bulgaro.

 

INTERNATIONAL COMPETITION

LIFE AND NOTHING MORE di Antonio Mendez Esparza – Il dramma sociale ed emotivo di una famiglia afro-americana. Una donna sola che lotta per strappare suo figlio allo stesso destino del padre, alla inesorabilità del carcere. Un ritratto brutale del razzismo e della emarginazione sociale nella società americana.

WINTER BROTHERS di Hlynur Pálmason – In un desolatissimo paesaggio nordico, ghiacciato e selvaggio, una comunità di lavoratori danesi, una miniera, due giovani fratelli, Emil e Johan, in conflitto tra loro per la stessa donna. Una narrazione feroce per un film inquietante, estremo ed estetico in uno scenario apocalittico.

THE HEIRESSES di Marcelo Martinessi Un film politico e sociale, uno spaccato della società paraguanense nella storia di Chela e Chiquita, una coppia della alta borghesia di Asuncion, finite in disgrazia economica. Chiquita viene arrestata per frode, mentre Chela comincia a fare da tassista per un gruppo di anziane signore benestanti. L’inizio di una nuova vita e di una intima rivoluzione.

SCYTHE HITTING STONE di Anna Kruglova – Un film sul trauma collettivo della società russa lasciato dal conflitto in Cecenia. Un film grottesco, una satira sulla follia della guerra. La sindrome della Cecenia, il nazionalismo radicale, la fuga dalla realtà verso l’assurdo. Un testimone di Geova a caccia di nuovi adepti uccide per errore, un eroe guida una motocicletta in memoria di suo fratello morto in Cecenia.

THE MARRIAGE di Blerta Zeqiri – L’inquieta e mutevole società kosovara fa da sfondo a un film politico e sentimentale al tempo stesso. Il matrimonio imminente di Bekim e Anita, i corpi dei genitori di lei in viaggio dalla Serbia, dove la guerra li ha uccisi, l’arrivo di Nol dalla Francia, la passione che riesplode tra i due vecchi amici.

 

ROMANIAN FILM DAYS

LICU, A ROMANIAN STORY di Ana Dumitrescu. L’ultimo secolo di storia della Romania attraverso gli occhi di un uomo perso nella storia. Licu ha 92 anni ha vissuto la pace, la guerra, il comunismo, la rivoluzione, la post-rivoluzione.

SOLDIERS. A STORY FROM FERENTARI di Ivana Mladenović – La storia d’amore tra Adi, un giovane antropologo trasferitosi a Ferentari, il quartiere più povero di Bucarest, per realizzare un lavoro di ricerca sulla manele, la musica della comunità Rom, e Alberto, un rom appena uscito dal carcere. Ritratto duro, malinconico e a tratti divertente della comunità rom, della sua emarginazione e solitudine.

 

FOCUS BULGARIA

DIRECTIONS – TUTTO IN UNA NOTTE A SOFIA di Stephan Komandarev – Da un taxi all’altro di giorno come di notte. Tra le storie della gente, dei bulgari che lottano per sopravvivere. Un intreccio di storie, uno spaccato umoristico della vita a Sofia, uno  sguardo da vicino a chi non ha lasciato la sua terra.

GODLESS di Ralitza PetrovaVincitore del Pardo d’Oro all’ultimo Festival di Locarno, un film sulle difficoltà esistenziali della società bulgara post-comunista. La storia di Gana, infermiera dedita alla assistenza agli anziani e trafficante di carte d’identità per il mercato nero. Il ritratto duro e intenso di un Paese desolato, paralizzato nel suo squallore, incapace di uscire dall’immobilismo sociale, dalla corruzione, dal limbo emotivo delle sue relazioni sociali dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

RADIOGRAM di Rouzie Hassanova – Il racconto (in modo in parte autobiografico) della vita dei musulmani negli anni del comunismo in Bulgaria, delle conversioni forzate alla cristianità, del confino nelle campagne selvagge.

THE GOOD POSTMAN di Tonislav Hristov – La delicata e commovente storia di Ivan, il postino di Great Dervent, un villaggio di poche anime ai confini tra Bulgaria e Turchia. Di lì, dopo la chiusura della rotta balcanica transitano migliaia di immigrati clandestini nel tentativo di entrare in Europa. Ivan ha un grande programma elettorale. Se diventerà sindaco ripopolerà il villaggio con i rifugiati siriani.

 

TO BE OR NOT TO BE POLITICALLY CORRECT, 10 film in competizione per il Premio FIPRESCI affrontano i temi più controversi e dibattuti del momento.

HUMAN SPACE, TIME AND HUMAN di Kim Ki-Duk – Una nave da guerra trasformata in una nave crociera simboleggia la nave dell’umanità destinata ad affondare prima ancora che nelle acque del mare, nelle asperrime lotte per la sopravvivenza tra i personaggi che la popolano. Una allegoria sulla umanità e sulla inesorabilità dell’uomo a scivolare verso il male.

HOLIDAY di Isabella Eklof – Presentato all’ultimo Sundance Film Festival, è un film provocatorio, una denuncia del materialismo dominante delle nostre società che mette in scena con violenta crudezza la deriva consumistica dominata dal desiderio del lusso e del possesso. Una società nelle mani di uomini potenti per i quali le donne sono anch’esse oggetti di lusso da possedere spietatamente.

LIQUID TRUTH di Carolina Jabor – Una storia inquietante di fake news. La vicenda di un istruttore di nuoto  sospettato di aver abusato di un minore. La presunzione di innocenza cede il passo alle instant news capaci di condizionare l’aula di un tribunale.

WHEN THE TREES FALL di Marysia Nikitiuk – Ambientata in una cittadina di Lozova nella Ucraina orientale, una storia di ignoranza, razzismo e povertà all’interno di una famiglia le cui relazioni reciproche sono governate dalla violenza.

 

HUNGARIAN DAYS

1945 di Ferenc Török – Un dramma in bianco e nero ambientato nella campagna ungherese subito dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Una interpretazione originale e inedita dell’Olocausto. Nell’agosto nel 1945, alla vigilia della dittatura comunista nella stazione di  un villaggio si ferma un treno, scendono due ebrei ortodossi con due casse al seguito. Il loro arrivo scuote gli abitanti del posto mettendo in moto un inarrestabile catena di sospetti reciproci in un clima di inquietudine, espiazione, rimorso e responsabilità per le deportazioni degli ebrei.

 

WHAT’S UP DOC, sezione dedicata al documentario.

OF FATHERS AND SONS di Talal Derki – Il regista torna nella sua terra, in Siria, per girare un documentario sulla nascita del Califfato. Ritraendo la quotidianità del generale Abu Osama, leader di al Nusra e di suo figlio Osama, Talal Derki vive da vicino cosa voglia dire crescere in un Califfato islamico, dove le scuole non esistono più, l’istruzione significa recitare il Corano a memoria e le favole parlano della gloria dei martiri.

OVER THE LIMIT di Marta Prus – Rita, una giovane ginnasta chiamata a rappresentare la Russia, il suo Paese, alle Olimpiadi in Brasile. Lo sforzo fisico è al massimo, la tensione psicologica oltre ogni limite.

SOVIET HIPPIES di Terje Toomistu – Arriva dall’Estonia la storia degli hippies nell’ex URSS. Per loro c’era molto di più in gioco che il potere dei fiori e le mode spirituali del momento. Ogni anno a Mosca si celebra un raduno poco noto. Eccentrici gruppi di hippie da diverse parti d’Europa si incontrano a Mosca per commemorare quel tragico 1 giugno del 1971 quando migliaia di hippies furono arrestati dal KGB.

THE SILENCE OF OTHERS di Almudena Cartaceo e Robert Bahar – La storia dei crimini contro l’umanità commessi in Spagna durante la dittatura franchista. Dopo decenni di rimozione e oblio i sopravvissuti e le famiglie delle vittime rompono il silenzio.

 

SUPERNOVA, sezione dedicata a film presentati di recente nei più importanti festival internazionali.

DONBASS di Sergei Loznitsa – Direttamente da Cannes, un film sull’umanità in generale. “quando chiamiamo pace la guerra, quando la propaganda viene presentata come la verità, quando chiamiamo amore l’odio, è lì che la vita stessa comincia ad assomigliare alla morte. Il Donbass sopravvive […]”

DOVLATOV di Alexey German Jr – Un biopic che ci porta nella Leningrado degli anni ’70 raccontando alcuni giorni di vita del leggendario e venerato autore Sergei Dovlatov.

THE INSULT di Ziad Doueiri – Un libanese cristiano, Toni, e un profugo palestinese, Yasser, finiscono in tribunale per un insulto. Un semplice alterco che rischia di trasformarsi in una crisi nazionale in un complesso e fragilissimo quale il Libano.

 

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