TRIESTE FILM FESTIVAL 2018

Ritorna il primo e unico festival italiano dedicato alle cinema dell’Europa centrale e orientale. Ritorna il TRIESTE FILM FESTIVAL per farci entrare nelle variegate e suggestive cinematografie dell’Est europeo. Nato alla vigilia del grande cambiamento, della caduta del Muro, della nascita dell’Europa post Guerra fredda, il TRIESTE FILM FESTIVAL ha il merito, tra i vari, di promuovere le più originali opere del panorama europeo, presentando al pubblico italiano opere ed autori spesso ancora poco noti e di difficile distribuzione.

 

Dieci giorni fittissimi, dal 19 al 28 gennaio, un ricco e poliedrico programma di film, documentari, eventi. Il tutto all’insegna della qualità e della originalità. A cominciare dalla retrospettiva che quest’anno il TRIESTE FILM FESTIVAL dedica ai cinquant’anni del ’68 con la sua rivoluzione vista e rappresentata dai migliori cineasti delle “due Europe”. Film che hanno fatto epoca, “Film Revolution” con registi del calibro di Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Želimir Žilnik, Dezső Magyar, Michelangelo Antonioni. Il TSFF dà i numeri: 36 i paesi ospiti, 9 film in concorso per la sezione lungometraggi, 9 per la sezione documentari,  15 cortometraggi, 41 anteprime italiane, 6 anteprime mondiali, 14 premi. Tra questi ci piace ricordare il Premio Central European Initiative che va al film che meglio esprime la realtà dell’area centro-orientale favorendo il il dialogo tra le culture e il Premio Corso Salani, dedicato a promuovere 5 film italiani, documentari e fiction, presso la distruzione internazionale.

 

CONCORSO LUNGOMETRAGGI

BREAKING NEWS di Iulia Rugina – In una piccola città sul Mar Nero, un famoso reporter ricostruisce la vita del suo cameraman tragicamente scomparso.

THE MINER di Hanna Slak – Basato su eventi veri, THE MINER è la storia di Mehmedalija Alić, un minatore bosniaco, immigrato in Slovenia dove vive e lavora da trent’anni. Arriva la crisi, le miniere sono chiuse, Alić è mandato ad esplorare tunnel sotterranei. Emergerà una verità inquietante. Il passato recente e quello remoto si intrecciano in uno spaccato di storia dei Balcani.

FROST di Sarunas Bartas – Un giovane lituano, un viaggio in Ucraina in un convoglio umanitario, due giornalisti, militari. Presto Rocas sarà risucchiato in una spirale di guerra più cruenta di quanto pensasse.

THE RECONCILIATION di Maciej Sobieszczański – La Polonia nel 1945, le purghe comuniste contro i “traditori” della patria in un ex campo di concentramento nazista chiamato Riconciliazione. Una storia d’amore, un tedesco e un polacco innamorati della stessa donna.

 

CONCORSO DOCUMENTARI

THE OTHER SIDE OF EVERYTHING di Mila Turajlić – Un appartamento di Belgrado diviso in due da oltre trent’anni; anni in cui si è consumata la guerra civile e la dissoluzione della ex Jugoslavia. Srbijanka, un attivista politico di rilievo di quegli anni, vive ancora nella metà di quell’appartamento, con una porta rimasta chiusa, simbolo di un Paese vittima di una perenne instabilità.

THE DEAD NATION di Radu Jude – Nel dicembre 1937 in Romania viene eletto come Primo Ministro un nazionalista antisemita. Un medico ebreo di Bucarest inizia a tenere un diario che insieme alle foto d’epoca rappresentano l’ossatura di THE DEAD NATION, un racconto commovente delle violenze, dei pogrom e delle deportazioni di quegli anni.

TARZAN’S TESTICLES di Alexandru Solomon – Un documentario profondo e accattivante ambientato in un istituto di esperimenti scientifici sugli animali a Sukhumi la capitale della repubblica di Abkhazia mentre infuria la guerra di secessione con la Georgia.

OVER THE LIMIT di Marta Prus – Accusato di “doping di Stato” per la manipolazione dei suoi atleti, un ritratto dell’apparato sportivo russo. Rita, una giovane ginnasta chiamata a rappresentare la Russia, il suo Paese, alle Olimpiadi in Brasile. Lo sforzo fisico è al massimo, la tensione psicologica oltre ogni limite.

 

EVENTI SPECIALI

JUPITER’S MOON di Kornel Mundruczò – Un giovane clandestino siriano, colpito a morte da un poliziotto, scopre di poter volare. Una satira parossistica, una metafora della crisi dei valori europei, una lettura surreale e morale del dramma delle migrazioni e dei profughi.

A GENTLE CREATURE di Sergei Loznitsa – Una prigione in una remota regione della Russia di oggi. Ispirato ad un racconto di Dostoevskij la battaglia di una donna per giustizia in un Paese impenetrabile come una fortezza.

WESTERN di Valeska Grisebach – Operai tedeschi al confine tra Grecia e Bulgaria. Diffidenze e differenze culturali, immigrazione economica e integrazione.

L’ALTROVE PIÙ VICINO. UN VIAGGIO IN SLOVENIA di Elisabetta Sgarbi – Un viaggio in Slovenia, alle porte di casa nostra. Poesia, musica, letteratura, memorie della Mitteleuropa, dei suoi confini di ieri e di oggi.

 

MADE IN KURDISTAN

È dedicato al Kurdistan il focus Paese del TSFF 2018. Paese non-Stato, luogo e un popolo evocativo di lotta, di guerre, di coraggio. A raccontarci la vita dei curdi in Siria:

A FLAG WITHOUT A COUNTRY di Bahman Ghobadi – Nariman e Helly Luv sono curdi. Lui è un pilota, lei una aspirante cantante. Vivono nel Kurdistan iracheno al confine con la Siria. Fantasia e creatività la chiave del popolo curdo per sopravvivere ad un’altra guerra.

FILLES DU FEU di Stéphane Breton – Il film segue le “famose” combattenti curde siriane nella loro vita quotidiana perseguitate dal regime di Bashar Al-Assad, dallo Stato islamico e dall’esercito turco.

NO PLACE FOR TEARS di Reyan Tuvi – Kobane devastata dalle milizie di Daesh, riconquistata dalle People’s Protection Units del YPG, vista dal confine turco, dal villaggio di Maheser.  Una potente testimonianza del coraggio dei curdi e della solidarietà degli abitanti di Maheser.

 

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