VISIONS DU RÉEL 2018

Al via la 49esima edizione di Visions du Réel, Festival internazionale del Cinema di Nyon. Dal 13 al 21 aprile 2018 un evento unico nel suo genere, un festival dedicato esclusivamente al cinema documentario nelle sue molteplici espressioni. Numerose e variegate le selezioni in programma, distinte tra sezioni in concorso e non in concorso: International Film Feature Competition, National Competition, Burning Lights, Grand Angle, Latitudes, Opening Scenes, Maitre du Réel.

 

INTERNATIONAL FILM FEATURE COMPETITION

D IS FOR DIVISION di Davis Simanis – Un posto di blocco per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa, una processione religiosa contro la glorificazione della guerra, le riprese di un gruppo di terroristi nella campagna lettone. Scene forti e simboliche a rappresentare l’attualità delle frontiere e dei confini, mentali prima che reali. Un viaggio attraverso il confine tra l’ex Unione Sovietica e la Lettonia che inizia nel 1940 e arriva ai giorni nostri con la divisione tra l’Europa e la Russia.

LOS FANTASMAS DEL CARIBE di Felipe Monroy – Il processo di pace in Colombia tra le FARC e il governo di Bogotà, una svolta a lungo attesa dopo una guerra civile che ha afflitto e diviso il Paese per oltre cinquant’anni. Il regista colombiano Felipe Monroy torna in patria per guardare diritto negli occhi i fantasmi della sua terra e interrogarsi sul senso reale della riconciliazione nazionale e del perdono collettivo.

SRBENKA di Nebojša Slijepčević – Una rappresentazione teatrale come una catarsi, una terapia collettiva per spezzare il circolo vizioso della vendetta. Nelle scuole croate di oggi gli studenti serbi sono considerati “i nemici”. Nebojša Slijepčević entra in una di queste e mette in scena con gli studenti “the Zec affair”, la storia vera di Aleksandra Zec, una ragazza serba orribilmente pestata nel 1991, vittima del clima di odio incontrollabile tra serbi e croati.

THE TRIAL di Maria Augista Ramos – L’affare Petrobras, la compagnia petrolifera brasiliana, le accuse di Eduardo Cunha e il ruolo di Michel Temer, attuale Presidente del Brasile, fino all’ impeachment di Dilma Rousseff, un simbolo, con la sua storia, della democrazia brasiliana.

 

BURNING LIGHTS COMPETITION, nuove espressioni del cinema documentario.

CURSED DAYS di Artem Iurchenko – Il tempo sembra sospeso nell’atelier di disegno di Vladimir, che insegna ai suo allievi la precisione delle linee nel cuore di Kiev. Fuori, a pochi passi, c’è Piazza Maidan con le sue barricate. Ma non per Vladmir, per lui gli avvenimenti del suo Paese restano confinati nel non spazio e in un non tempo.

RAILWAY MEN di Erige Sehiri – La Tunisia dopo la rivoluzione, i cambiamenti, i bisogni della popolazione in attesa di risposte. Il ritratto di una società in transizione attraverso le ferrovie tunisine e la vita di cinque personaggi, Ahmed, Afef, Issam, Abee e Najib, protagonisti di un processo di cambiamento democratico che dai binari dei treni investe tutto il Paese.

 

NATIONAL COMPETITION

CHACO di Daniele Incalcaterra, Fausta Quattrini – La tragica deforestazione del Chaco in Paraguay. La battaglia di Daniele Incalcaterra contro il nefasto intreccio di interessi finanziari e poteri burocratici per salvare 5000 ettari di foresta vergine da un progetto di monocultura e lasci il posto ad uno osservatorio scientifico sugli effetti della deforestazione.

CLOSER TO GOD di Annette Berger, Grete Jentze – I canti religiosi in Pakistan sono stati tramandati di generazione in generazione come forma di misticismo, oltre che elevata espressione artistica. Closer to God è un viaggio nelle pratiche mistiche dell’Islam attraverso rappresentazioni che ne evidenziano la dimensione trascendentale.

DISPOSSESSION di Mathieu Roy – In tutto il mondo milioni di piccoli agricoltori sono privati delle loro terre dalle grandi aziende agricole sostenute da politiche neo-liberiste. La catena della povertà si snoda attraverso violenza, indebitamento, diritti umani calpestati fino a nuove forme di schiavitù che generano suicidi, malattie e migrazioni di intere comunità.

THE REMNANTS di Paolo Barbieri e Riccardo Russo – Tra il 1964 e il 1973 gli Stati Uniti hanno scaricato sul Laos più di due milioni di materiale esplosivo e oltre 500 mila  bombardamenti. Il Laos non ha mai dichiarato guerra a nessun Paese, eppure è stato bombardato più di ogni alto nella storia moderna. Dopo quarant’anni una gran quantità di materiale inesploso è ancora presente sul territorio laotiano, trasformato dalla popolazione in oggetti di uso quotidiano.

BOXING LIBREVILLE di Amédée Pacôme Nkoulou – Christ si allena di giorno come pugile, di notte fa il guardiano in un nightclub di Libreville in Gabon. Sullo sfondo della sua vita quotidiana, le elezioni presidenziali con le sue speranze di una transizione democratica che metta fine al “potere dei Bongo”, del presidente uscente Ali Bongo, in carica dal 2009, figlio di Omar Bongo, al timone del Paese per quarant’anni.

 

GRAND ANGLE, il meglio dei grandi festival mondiali del documentario in anteprima per il pubblico svizzero.

ANOTE’S ARK di Matthieu Rytz. L’atollo di Kiribati nel Pacifico è destinato a scomparire in pochi decenni a causa dell’innalzamento del livello del mare e del cambiamento climatico. Una intera piccola nazione dovrà essere evacuata e migrare altrove.

OF FATHERS AND SONS di Talal Derki – Talal Derki ha vissuto per oltre due anni nella famiglia di Abu Osama, un combattente di Al-Nusra. Ha ripreso soprattutto i bambini, istruiti fin da piccoli a diventare soldati di Dio, jihadisti, a cui non è mai consento piangere

GOLDEN DAWN GIRLS di Håvard Bustnes – Alba Dorata, il partito ultra-nazionalista greco, è entrato in Parlamento. Nel 2017, il più importante processo nella storia del Paese dai tempi del regime dei Colonnelli, ha condannato tutti i rappresentanti eletti con l’accusa di appartenere ad una organizzazione criminale. Attraverso i racconti delle loro mogli e delle loro madri Håvard Bustnes getta luce su una delle più pericolose organizzazioni neo-naziste in Europa.

WHEN ARABS DANCED di Jawad Rhalib – Le tante facce della cultura araba oscurate dal terrorismo di Daesh. Musica, danza, letteratura, filosofia, il mosaico culturale del mondo arabo soggiogato dal fondamentalismo integralista.

 

LATITUDES, sezione Fuori Concorso dedicata al cinema documentario in anteprima svizzera.

AMAL di Mohamed Siam – Cinque anni della vita di una giovane donna egiziana, dalle barricate di piazza Tahrir, appena quattordicenne, all’ingresso nell’universo degli adulti. Un mondo dove non ha trovato le promesse di libertà e democrazie che aveva portato il vento della Primavera araba. Attraverso la sua storia, il riflesso di una intera generazione che non ha smesso di chiedere il cambiamento.

ON THE HILLSIDES di Abdallah Badis – Un documentario stile road movie nelle campagne algerine. Otto giovani ragazzi alla scoperta di un Paese, il loro di cui sanno poco

WHEN THE WAR COMES di Jan Gebert – Apparentemente Peter è un ragazzo come tanti della sua età. Studia all’università, ha una famiglia, una fidanzata. Peter è altro. È a capo di una organizzazione paramilitare, “Slovenskí branci”, con tanto di armi, divise e proclami contro gli immigrati e a favore della guerra.

 

FOCUS SERBIA

GORA di Stefan Malešević – Un affresco della comunità Gorani, una minoranza di musulmani slavi, arroccata tra le montagne del Kosovo, ai confini con la Macedonia e l’Albania.

THE OTHER SIDE OF EVERYTHING di Mila Turaljic. Un appartamento di Belgrado diviso in due da oltre trent’anni, anni in cui si è consumata la guerra civile e la dissoluzione della ex Jugoslavia. Srbijanka, un attivista politico di rilievo di quegli anni, vive ancora nella metà di quell’appartamento, con una porta rimasta chiusa, simbolo di un Paese vittima di una perenne instabilità.

THETA RHYTHM di Bojan Fajfrić – La ricostruzione di un momento cruciale nella storia della Serbia. L’ottavo congresso del Partito Comunista serbo e l’ascesa al potere di Slobodan Milošević.

DEPTH TWO di Ognjen Glanovic – Nel 2001 e 2002 più di ottocento corpi sono stati rinvenuti in fosse comuni scavate fuori l’area urbana di Belgrado, a Batajnica e Bajna Basta. Civili uccisi in diverse località del Kosovo e poi trasportati in Serbia per cancellare le tracce dei pogrom contro gli albanesi kosovari alla vigilia dell’intervento NATO. Depth Two, no body no crime, era il nome in codice della operazione voluta da Belgrado.

 

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