VISIONS DU RÉEL 2019

Dal 5 al 13 aprile nella città di Nyon si terrà la 50ma edizione di Visions du Réel, il famoso festival che esplora l’immensa varietà del mondo del documentario nelle sue molteplici forme espressive. Nove giorni di programmazione, 169 film da 58 paesi, 102 anteprime mondiali o internazionali, quattro sezioni competitive (concorso internazionale lungometraggi, concorso medio-cortometraggi, concorso Burning Lights, concorso documentari nazionali), cinque sezioni non competitive (Grand Angle, Latitudes, Opening Scenes, Proiezioni speciali, Maitre du Réel).

 

GeoMovies Highlights

 

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

CENTURY OF SMOKE di Nicolas Graux – Laosan vive con la famiglia a Akha, un villaggio dove si concentra un gruppo etnico proveniente dalla Cina. Il governo del Laos è in procinto di rendere illegale la coltivazione dell’oppio il cui fiore, secondo la leggenda del posto, sarebbe spuntato sulla tomba della figlia dell’Imperatore. La coltivazione di oppio è la fonte di sostentamento per gli abitanti di Akha, oltre che la loro maledizione, “la maledizione della figlia della principessa”.

DREAMS FROM THE OUTBACK di Jannik Splidsboel – Nel 1967 l’Australia ha riconosciuto piena cittadinanza agli aborigeni. Fino a quel momento erano considerati selvaggi dell’Outback australiano, l’arida regione interna del Paese. Il documentario è un interessante viaggio nella regione di Kimberly, dove tuttora vive la gran parte della comunità aborigena all’interno della quale è molto diffuso l’alcolismo, antidoto all’isolamento sociale e all’umiliazione. Ma c’è qualcuno che riesce a sfuggire a questo copione, come Felicita, una delle protagoniste del documentario, che ha sposato un uomo bianco, padre dei suoi tre figli. Un modello di resilienza, forse, una storia che potrebbe diventare la storia di molti aborigeni d’Australia lungo il cammino di una integrazione mai compiuta.

 

CONCORSO DOCUMENTARI NAZIONALI

LOOKING FOR THE MAN WITH THE CAMERA di Boutheyna Bouslama – L’uomo con la camera è Talal Derki, un attivista siriano che ha ripreso le manifestazioni contro il regime e la loro feroce repressione da parte degli uomini di Assad. Talal Derki, arrestato nel 2012, è nella lista delle circa 70.000 persone sparite dall’inizio della guerra. Per tre anni la regista Boutheyna Bouslama, amica di infanzia di Talal, si è messa sulle tracce del fotografo “inghiottito dal suolo”, per aver immortalato ciò che nessuno voleva vedere. Un diario indagine, personale e investigativa sulla brutalità di uno dei regimi più sanguinari della storia più recente.

 

CONCORSO INTERNAZIONALE CORTO E MEDIOMETRAGGI

GOD di Christopher Murray, Israel Pimentel, Josefina Buschmann – Un documentario a più mani ritrae con umorismo la società cilena. Diciassette registi hanno ripreso le immagini della vista ufficiale di Papa Francesco in Cile nel 2018. Malgrado gli sforzi della Chiesa le parrocchie nel Paese sono vuote e le strade frequenti testimoni di manifestazioni popolari in cui si rivendicano maggiori diritti sociali. Un ritratto caustico delle tensioni sociali e delle ferite ancora aperte del Cile post-dittatura.

IN MANSOURAH YOU SEPARATED US di Dorothée-Myriam Kellou – Durante la guerra di Algeria più di due milioni di persone furono vittime di trasferimenti forzati ad opera dell’esercito francese. Vere e proprie deportazioni cancellate dalla memoria storica, in Francia come in Algeria. Il racconto personale del padre della regista, i ricordi della sua infanzia riemergono molti anni dopo durante un viaggio nel suo villaggio natale da dove la sua famiglia insieme a molte altre fu sradicata.

 

GRAND ANGLE – Documentari acclamati dal pubblico dei festival internazionali

KABUL CITY IN THE WIND di Aboozar Amini – La violenza è una componente sempre presente nella vita del giovane Afshin e di suo fratello Benjamin, cresciuti tra bombe, colpi di mortaio, esplosioni e macerie. Quando il padre lascia i suoi figli per fuggire in Iran, Afshin si trova costretto a fare da padre a suo fratello minore. Dall’altra parte della città Abas ogni giorno mantiene in funzione il suo autobus scalcagnato, bersaglio di attacchi terroristici. Un omaggio ad una città e ad un Paese lacerato da una guerra infinita.

MIDNIGHT TRAVELER di Hassan Fazili e Emelie Mahdavian – Quando i taleban hanno messo una taglia sulla sua testa, il regista afgano Hassan Facili, sua moglie e le sue due figlie hanno dovuto lasciare il Paese clandestinamente. La loro colpa? Aver aperto un caffè per attività culturali. Si sono rifiutati in Tajikistan sperando, invano, di ottenere asilo. Di lì, alla volta dell’Europa. Un viaggio durato ben tre anni, pieno di difficoltà e di insidie, alla mercé di trafficanti senza scrupoli. Una odissea attualissima, comune a tante famiglie di migranti. Un documentario autobiografico, girato per intero con lo smartphone, per un dramma familiare non ancora concluso.

WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? di Roberto Minervini – Nell’estate del 2017 una ondata di uccisioni per mano della polizia colpisce la comunità afroamericana. Un gruppo di Pantere Nere cerca giustizia. Girato in bianco e nero il documentario di Minervini è un ritratto agghiacciante della questione razziale nell’America di Donald Trump.

 

LATITUDES – Uno sguardo alle tendenze attuali delle cinematografie documentaria

KHARTOUM OFFSIDE di Marwa Zein – In un mondo dominato da uomini, retto dalla sharia e minacciato dalla guerra civile, un gruppo di donne cerca di affermare il diritto di scegliere la propria vita. Sono appassionate di calcio e sognano di giocare in un torneo internazionale. Un film che sfida molte questioni, mantenendo un approccio di narrazione diretta che non distoglie mai lo sguardo dalla osservazione politica della vita a Khartoum e, più in generale, della intera società sudanese.

LAST NIGHT I SAW YOU SMILING di Kavich Neang – C’è un edificio a Phnom Penh che ha testimoniato l’ascesa e la caduta del regime Khmer. Un edificio che ha ospitato 493 famiglie evacuate ai tempi di Pol Pot. La storia di una rovina fisica e morale di luoghi, di disgregazione di una generazione.

TRANSNISTRA di Anna Eborn – Il documentario segue le vite di un gruppo di adolescenti in Transnistria, un Paese dove incombe molto forte l’ombra dell’eredità sovietica. Il ritratto di una società socialista, vecchia e al tempo stesso giovane, nutrita dalle nuove generazioni che consumano cultura russa, mentre tutto intorno a loro è più fluido che mai.

 

PROIEZIONI SPECIALI

J’VEUX DU SOLEIL! di François Ruffin e Gilles Perret – Un road movie sulle strade della Francia al seguito del movimento dei “Gilet gialli” per capirne ragioni e istanze oltre l’attuale narrazione mediatica della informazione francese. Un tour di otto giorni nelle piazze occupate per raccogliere le testimonianze della popolazione francese che vive povertà, emarginazione e precarietà esistenziale: disoccupati, precari, disabili. Un lavoro che vuole essere un contributo, toccante e sincero, ad una lotta che sta esaurendo la sua energia vitale.

 

MAITRE DU RÉEL – Retrospettiva dedicata a un Maestro del documentario. Premio alla carriera 2019 a Werner Herzog

MEETING GORBACHEV di Werner Herzog e André Singer – La testimonianza d’eccezione di una figura chiave della storia del Novecento. Sei mesi di interviste con il padre della perestroika. Oggi Mikhail Gorbachev ha ottantasette anni e parla come un uomo che non ha più nulla da perdere. Più amato e rispettato all’estero che in Russia, l’ex Segretario del PCUS ricostruisce la sua parabola politica e privata, dalla ascesa nel partito comunista fino ai negoziati sul nucleare con l’America di Ronald Reagan.

 

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