WAR ON SCREEN 2019

A Châlons-en-Champagne nel dipartimento della Marna dal 1 al 6 ottobre si terrà la settima edizione del War On Screen film festival. Un festival unico nel suo genere, ispirato al tema dei conflitti di ieri e di oggi con un programma ricco e articolato per guardare in faccia la guerra con le sue atrocità che segnano drammaticamente la vita degli individui e ripercorrere i sentieri di pace che hanno attraversato la nostra storia anche quando sembrava impossibile. Un festival che vuole essere un monito a non dimenticare.

Due le sezioni in concorso, retrospettive, proiezioni speciali, dibattiti, workshop. Special focus 2019 “La guerra vista da Bertrand Tavernier” con quattro film del grande cineasta francese: La vita e nient’altro, Capitaine Conan, Laissez-passer, Béatrice, mentre la sezione “Da una guerra all’altra: 1919-1939” ospita dodici film che abbracciano il turbolento ventennio fra le due guerre, tra cui Grand Hotel Budapest, Il Trionfo della Volontà della Riefenstahl, Il Giardino dei Fizi e Contini di Vittorio de Sica, il Conformista di Bernardo Bertolucci.

Confini e guerre nella attualissima la sezione “Messico/Stati Uniti”. Sette film ci portano lungo il confine più trafficati al mondo, attorno al quale accanto alla vita di milioni di persone si gioca il destino della identità americana. Sempre in tema di conflitti e confini, il War on Screen 2019 dedica una sezione all’Irlanda con la sua storia di sangue, la “sua questione” pronta a riaccendersi all’indomani della Brexit: Sunday Bloody Sunday di Paul Greengrass, Nel Nome del padre di Jim Sheridan, Hunger di Steve Mc Queen, Michael Collins di Neil Jordan, Il vento che accarezza l’erba di Ken Loach. Dedicato a una delle città simbolo della guerra e della sua lunga coda, la sezione “Beirut, una città spezzata”. Quattro proiezioni per entrare nella sua storia: L’Inganno di Volker Schlondorff, Civilizzate di Randa Chahal Sabbag, West Beirut di Ziad Doueiri, TASTE OF CEMENT di Ziad Kalthoum.

 

IN CONCORSO

AKASHA di Hajooj Kuka – Adnan è un rivoluzionario sudanese considerato eroe di guerra. Quando, dopo una licenza ritarda a rientrare alla base militare, diventa oggetto di una caccia all’uomo. Colto di sorpresa, Adnan fugge insieme all’amico Absi. Una alternanza di eventi caustici e divertenti per esplorare la vita dei ribelli nelle zone del Sudan del Nord.

IT MUST BE HEAVEN di Elia Suleiman – Fuggire dal proprio Paese non significa lasciarlo, se la sua ombra ti segue ovunque. Elia Suleiman fuggito dalla Palestina si rende conto ben presto che la promessa di una nuova vita altro non è che una assurda commedia. Dovunque vada, da una città all’altra del mondo, tutto la riporta alla sua terra, la Palestina. Perché è solo a casa che ci sentiamo “a casa”.

SAF di Ali Vatansever – La rapida e vorace trasformazione edilizia di Istanbul ha spazzato via negli ultimi anni le comunità più emarginate della megalopoli turca, a cominciare dai rifugiati siriani spesso costretti a vivere clandestinamente in edifici abbandonati. Kamil, turco, disoccupato da molto tempo, è costretto ad accettare un lavoro clandestino in un cantiere. Un lavoro che era di un rifugiato siriano. Un lavoro per coloro che stanno distruggendo il suo quartiere.

CAMILLE di Boris Lojkine – Camille, una giovane fotoreporter nella Repubblica Centrafricana, il cuore dell’Africa nera, per coprire la lunga guerra civile. Una guerra che cambierà la sua vita.

MIDNIGHT TRAVELER di Hassan Fazili ed Emelie Mahdavian – Un roadmovie realizzato con gli smartphone dei protagonisti: una famiglia di afghani in fuga dal regime dei talebani. Per la sua attività di regista, nel 2015 Hassan Fazili e la sua famiglia sono minacciati di morte dai talebani. Costretti a fuggire per mettersi al sicuro in Europa la famiglia Fazili inizia un viaggio, destinato a durare diversi anni, che li porterà lungo la rotta balcanica, in diversi campi profughi attraverso molte difficoltà.

SEW THE WINTER TO MY SKIN di Jahmil X.T. Qubeka – Ambientato negli anni ’50 del Sudafrica pre-apartheid un film epico per raccontare la leggenda nera sudafricana di John Kepe, eroe ribelle dei neri emarginati noto per i furti di bestiame ai danni dei coloni bianchi. John Kepe divenne l’oggetto di una gigantesca caccia all’uomo sotto la guida del generale Botha.

MONOS di Alejandro Landes – Un film potente ed inquietante mette in scena una distopia, una metafora vibrante ambientata in un posto indefinito della Colombia. Tra le insidie della giungla, sette giovani guerriglieri si allenano per combattere. Sembra un gioco, invece è la rappresentazione inquietante e feroce di una realtà distopica che vuole essere una denuncia della violenza che da decenni infetta le giovani generazioni colombiane.

PAPICHA di Mounia Meddour – Ambientato nell’Algeria degli anni Novanta, all’arrivo dell’ondata di fondamentalismo religioso che precipiterà il paese nel caos. A opporsi con tutte le forze al nuovo regime è Nedjima, che studia francese all’università e sogna di diventare stilista: la sua decisione di organizzare con le compagne una sfilata dei suoi abiti diventerà il simbolo di un’indomita e drammatica battaglia contro l’oscurantismo.

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