WARSAW FILM FESTIVAL 2018

Dal 12 al 21 ottobre 34esima edizione del Festival di Varsavia, uno dei principali festival dell’Europa centro-orientale, un appuntamento consolidato con le ultime tendenze del cinema internazionale, un importante hub per l’industria cinematografica europea. 9 giorni di programmazioni, 5 sezioni competitive e 5 non competitive, 15 anteprime mondiali, 18 internazionali, 5 europee, più di 100 film, oltre 60 paesi rappresentati, film e documentari provenienti da tutto il mondo, con una particolare attenzione per il cinema indipendente.

 

FILM DI APERTURA

A TRAMWAY IN JERUSALEM di Amos Gitai – Una commedia utopica, una metafora ironica, tra fiction e documentario, sulla linea più affollata di Gerusalemme, la Linea Rossa, che per 14 chilometri attraversa le due parti della città. Una città divisa che, almeno per lo spazio di un tragitto, mette da parte conflitti e violenze e cerca di simulare una convivenza possibile. Un mosaico di esseri umani nella vita quotidiana della città più complessa al mondo.

 

INTERNATIONAL COMPETITION

SCHOOL SERVICE di Luisito Lagdameo Ignacio – Maya prende tutti i giorni lo scuola bus. Un giorno ne prende uno sbagliato. L’autista non la porta a casa ma sulla strada. Maya ed altri bambini vengono sequestrati per essere trasformati in mendicanti. Il ritratto scioccante della condizione di molti bambini sulle strade delle Filippine finiti nelle mani delle organizzazioni criminali.

THE DELEGATION di Bujar Alimani – Nell’ottobre del 1990 una delegazione europea arriva a Tirana per verificare i progressi nelle riforme liberali che il governo comunista al potere si è impegnato ad attuare per diventare membro dell’OSCE. Leo, un prigioniero politico in carcere da quindici anni, è improvvisamente liberato e condotto a Tirana. La delegazione europea è guidata da un suo vecchio compagno di scuola. Il regime è deciso ad usare Leo e il suo legame di infanzia per convincere il capo delegazione dei progressi, di fatto mai realizzati, del Paese nel campo dei diritti umani.

 

COMPETITION I & II, prime e seconde opere da tutto il mondo.

THE THIRD WIFE di Ash Mayfair – May è una sposa bambina, ha quattordici anni ed è stata scelta per essere la terza moglie di un ricco proprietario terriero. May è felice nella sua nuova condizione, insieme alle altre concubine che la introducono al mondo della seduzione e del piacere, ma sa che solo la nascita di un figlio maschio potrà metterla al sicuro. Uno spaccato del Vietnam del XIX secolo, della condizione femminile in una società patriarcale dove il mondo delle donne adulte si rivela una catene di oppressioni.

X – THE EXPLOITED di Károly Ujj Mészáros – La storia di una grande cospirazione nella Ungheria di oggi si intreccia con il dramma personale di una donna poliziotto, madre single, affetta da attacchi di panico e per questo costretta al lavoro d’ufficio da oltre dieci anni. Un giorno scopre un caso di omicidi seriali collegati al recente passato del Paese. Ma la sua instabilità emotiva la rende poco credibile e poco credibili sono, per la maggior parte della gente, gli orrori emersi dalle pieghe della Storia.

 

FREE SPIRIT COMPETITION, film e documentari originali, innovativi, coraggiosi.

BEFORE THE FERRY ARRIVES di Juan Caunedo Domínguez – Un ritratto dell’Avana nel mezzo delle cambiamento annunciato dalla ripresa delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti.  Una delle conseguenze, la ripresa del collegamento di trasporto marittimo tra i due paesi dopo oltre cinquant’anni. Il vortice del cambiamento, il senso del passato e del futuro si fondono in una surreale repubblica cubana.

LAJKO – GYPSY IN SPACE di Balázs Lengyel – Una commedia noir ci rivela che il primo umano nello spazio non fu Lajka, la famosa cagnetta lanciata dai sovietici ma un operaio ungherese di nome Lajko. Nel 1957 l’Unione Sovietica decide di dare all’Ungheria l’onore di lanciare il primo essere umano nello spazio. Lajko, un uomo tranquillo, appassionato fin da ragazzo dello spazio extraterrestre, fu pronto a cogliere quella fortuna inattesa e straordinaria. Ignorava Lajko le vere ragioni del perché la scelta fosse ricaduta su di lui.

METAL POLITICS TAIWAN di Marco Wilms – Freddy Lim, oltre ad essere il fondatore della famosa black metal band Chthonic from Taiwan, è un membro del parlamento di Taiwan dal 2016, responsabile della commissione per la difesa nazionale e gli affari esteri. Nel primo anno del suo mandato Freddy Lim si è opposto alla politica cinese verso Taiwan e il Tibet, battendosi per i diritti umani e per la figura del Dalai Lama. Il ritratto di un personaggio a tratti contraddittorio in cui l’impegno politico e l’attività di musicista si fondono armoniosamente.

 

DOCUMENTARY COMPETITION

THE CACOPHONY OF DONBAS di Igor Minaiev – Un documentario sulla élite della classe operaia nell’ex Unione Sovietica: i minatori del Donbass. La creazione del mito, la “sinfonia del Donbass”, della gioa e del benessere si è trasformata in una “cacofonia”. L’inganno svelato attraverso materiale d’archivio, filmati e interviste a chi abitava nella regione prima della guerra.

FADING MOUNTAINS di Yuxi Cui – Con la vertiginosa crescita economica, negli ultimi dieci anni circa novecento mila villaggi sono spariti in Cina. Nangang, un villaggio nella provincia del Guangdong, è sopravvissuto con la più alta concentrazione della minoranza etnica degli Yao. Le tradizioni, i suoni, i costumi di questa popolazione ripresi nella vita di una anziana coppia sfuggita all’esodo nelle città.

 

SPECIAL SCREENINGS

A TWELVE-YEAR NIGHT di Álvaro Brechner – Basata su fatti reali, la storia di tre uomini sottoposti all’isolamento per un esperimento segreto della dittatura militare dell’Uruguay che vuole farli impazzire. Tra le tre vittime della tortura, José Mujica, ex presidente dell’Uruguay.

LAND di Babak Jalal – La lotta per la difesa della propria identità culturale di una famiglia della riserva indiana di Prairie Wolf. Wesley è un alcolizzato. Per bere passa ogni giorno il confine della riserva dove la popolazione bianca gestisce piccoli negozi di liquori. La morte del figlio Floyd in servizio in Afghanistan dà inizio ad una lunga battaglia per la sepoltura della sua salma nella riserva. Una storia toccante, cruda e crudele sui nativi americani negli Stati Uniti.

THE FALL OF THE AMERICAN EMPIRE di Denys Arcand – Pierre-Paul Daoust ha 36 anni e un dottorato in filosofia. Vive in Quebec e per sbarcare il lunario lavora come corriere. Un giorno si trova nel mezzo di una rapina con due morti in una boutique di Montréal e una borsa piena di soldi a terra. Tratta da una storia vera accaduta nel 2010, una satira brillante sul dominio del denaro nella società canadese.

THE RIVER di Emir Baigazin – Ambientata in Kazakistan, la storia di una famiglia isolata e apparentemente refrattaria alla modernità. Il ritmo di vita dei cinque bambini è scandito dagli ordini del padre, un uomo molto rigido nella sua severa moralità. Il fiume vicino alla loro casa è il mondo della libertà in cui i  ragazzi si rifugiano per sfuggire allo sguardo vigile del padre, un luogo dove esaurire i loro desideri. Un giorno arriva un ragazzo con ambiti da città, un iPad, un diverso modo di vivere.

TO THE ENDS OF THE WORLD di Guillaume Nicloux – Indocina 1945, Operazione Bright Moon. Davanti agli occhi del soldato francese Robert Tassen le forze di occupazione giapponesi, con la complicità dei Viet Minh, uccidono suo fratello e sua cognata. Da quel momento la sua vita è segnata dalla ricerca di vendetta. Inizia una missione privata alla ricerca dell’istigatore del massacro, il Generale Vo Binh. Il dramma della presenza francese nel sud-est asiatico ritratto in tutta la sua tragica violenza.

 

DISCOVERY, film e documentari su temi di particolare attualità.

MANTA RAY di Phuttiphong Aroonpheng – In un villaggio sul mare della Thailandia dove migliaia di rifugiati Rohingya in fuga sono annegati, un pescatore del posto trova un uomo privo di sensi. Lo cura, lo chiama Thongchai. Un giorno il pescatore esce in mare lasciando Thongchai da solo nella sua casa. A poco a poco, Thongchai inizia a vivere la vita del pescatore, la sua casa, il suo lavoro e la sua ex moglie.

ON HER SHOULDERS di Alexandria Bombach – La giovane yazida Nadia Murad è sopravvissuta all’ISIS, al genocidio e alla schiavitù sessuale. La sua storia la catapulta all’improvviso sulla scena mediatica mondiale, ne fa la voce del suo popolo. Dal campo dei rifugiati in Grecia alle stanze della politica in Canada, negli Stati Uniti fino alle Nazioni Unite. La storia di una donna che rivive ogni volta, raccontandolo, l’orribile trauma vissuto trasformandolo in un appello alla giustizia.

RAFIKI di Wanuri Kahiu – Ambientata in Kenya la storia di Kena e Ziki, due giovani donne, due amiche malgrado i loro padri siano rivali politici. Quando fra le due scoppia l’amore le loro vite si complicano ancor più all’interno di una società fortemente conservatrice, dove l’omosessualità è un tabù e severamente punita dalla legge.

SIR di Rohena Gera – Un favola d’amore nell’India delle caste. Ratna, una giovane vedova, lascia il suo villaggio per trasferirsi a Mumbai, dove trova lavoro come domestica nella ricca casa di Ashwin. Tutto quello che guadagna lo manda alla sorella per salvarla da un matrimonio combinato. A poco a poco fra Ashwin e Ratna nasce qualcosa, un sentimento che si scontra con il rigido sistema delle caste che ancora permea la società indiana.

THE DIVE di Yona Rozenkier – In uno sperduto kibbutz israeliano lungo il confine libanese si consuma il ritorno a casa, conflittuale, di tre fratelli, Yoav, Itay, Avishai, in occasione della sepoltura del padre. Yoav e Itay hanno già subito il trauma della guerra, hanno combattuto e ne portano le cicatrici. Avishai, il fratello minore, entrerà tra pochi giorni nel fronte libanese. Sullo sfondo di una guerra che infuria e di un background militare di tutti i protagonisti, il ritratto di una riconciliazione familiare forzata.

ROCKABUL di Travis Beard – Un documentario sulla vita musicale underground a Kabul, l’incontro del regista nel 2009 con l’unica band metallica, la District Unknown, che esiste in Afghanistan, dove la musica rock è messa al bando perché considerata satanica. Grazie a Travis Beard, la band si è conquistata una certa notorietà anche all’estero dove si esibiscono in festival e concerti pubblici attirando l’attenzione dei fondamentalisti che minacciano di morte i componenti della band. Con la progressiva uscita di scena fine delle truppe statunitensi la loro situazione non potrà che cambiare in peggio.

THE MAN WHO STOLE BANKSY di Marco Proserpio – Street Art sul muro che separa Israele dai Territori occupati. Nel 2007 l’artista di strada  Banksy è andato in Palestina dove ha realizzato molti murales, tra cui il famoso e discusso ritratto del soldato israeliano che chiede i documenti ad un asino. Un tassista e bodybuilder, conosciuto come Walid, “la bestia”, offeso dall’affronto fatto a tutti i palestinesi simboleggiati come asini, decide di smontare i murales e venderli in una asta online. La scoperta di un mercato parallelo e illegale della street art, opere realizzate su pezzi di muri smontate, prelevate e vendute senza il consenso degli autori.

 

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